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REFERENDUM/ Pisanu, voterò si non credo che la Lega aprirà la crisi

"Al referendum sulla legge elettorale io voterò sì". Il senatore del Pdl Giuseppe Pisanu, in un'intervista a L'Espresso, si schiera per il voto favorevole al referendum sulla legge elettorale

"Al referendum sulla legge elettorale io voterò sì". Il senatore del Pdl Giuseppe Pisanu, in un'intervista a L'Espresso, si schiera per il voto favorevole al referendum sulla legge elettorale.

Pisanu, oggi presidente della commissione Antimafia, non crede che la Lega aprirebbe davvero una crisi di governo: "Non ci credo. Una crisi porterebbe a elezioni anticipate con la vittoria schiacciante del Pdl". Quanto all'election day, Pisanu si mostra realista: "Mi rendo anche conto che non è facile l'accorpamento delle date: serve un decreto e in una materia così delicata come quella elettorale lo si può fare solo con il consenso preliminare di tutte le forze politiche".

Comunque, prosegue l'esponente del Pdl, "se vinceranno i sì, si creeranno finalmente le condizioni per scrivere una buona legge elettorale. Con queste basi: legge proporzionale, soglia alta di sbarramento per impedire la frammentazione, ritorno del voto di preferenza".

Il senatore del centrodestra non si lascia impressionare dalle parole di Roberto Calderoli, secondo cui il risultato del referendum darebbe "una legge fascista, una tirannide".

"Calderoli - commenta - è anche quello che ha definito l'attuale legge elettorale un'autentica porcata".

"I referendum - spiega Pisanu - in caso di vittoria, renderanno inevitabile un intervento del legislatore. E si potrà in quel caso stabilire che il premio in seggi scatti solo a determinate condizioni. La legge elettorale però ha senso compiuto se si collega a una coerente forma di governo, presidenziale o semi-presidenziale. E' evidente che tutto si tiene: legge elettorale, riforme costituzionali e federalismo fiscale. O insieme stanno o insieme cadono".

Pisanu non ritiene che Berlusconi abbia la tentazione di "scaricare" la Lega. "Penso di no. Berlusconi segue il progetto di una democrazia matura, possibilmente bipartitica, ma sa bene che c'é ancora un lungo cammino da fare. Perciò può darsi che pratichi anche lui la teoria leninista dei compagni di strada. Il tratto da compiere con la Lega non è certo finito".

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