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RIFORME/ Zagrebelsky (Corte Costituzionale): No all'abolizione del parlamento

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No all'abolizione del Parlamento, sì alle riforme, ma mantenendo la separazione fra i tre poteri. Per il giurista Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, "Il Parlamento non è un organismo superfluo, ma certamente è un organo oggi insostenibile; le due Camere così come sono non hanno ragione d'essere, sono un doppione, un appesantimento in tutti i sensi, insomma c'é da rifletterci".

 

Naturalmente, ha aggiunto, "non nella prospettiva dell'abolizione del Parlamento, come qualcuno ha detto: ogni democrazia che non abbia un parlamento non è una Democrazia, però occorre riflettere per una riforma". Zagrebelsky ha parlato a Jesi, in occasione del Memorial Alessandro Galante Garrone organizzato dal Centro Studi Piero Calamandrei nel centenario della nascita di Garrone, e ha commentato le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi sulle assemblee "pletoriche e dannose".

 

"Faccio parte di un'associazione che si chiama Libertà e Giustizia - ha ricordato Zagrebelsky - che in dieci giorni ha raccolto 210 mila firme su un documento che invita a fare una riflessione sullo stato della nostra democrazia. In concomitanza con le dichiarazioni del presidente del Consiglio - ha aggiunto - questa associazione ha chiesto al Parlamento di aprire un dibattito pubblico sullo stato delle istituzioni perché consideriamo che si sia giunti ad un punto in cui non basta quello che dice il premier, ma che sia diritto dei cittadini sapere che cosa pensano i nostri rappresentanti su quella che è stata avanzata come proposta di abolizione del Parlamento in quanto organo superfluo".

 

"Spostando il tema - ha concluso - 'c'é da discutere per una riforma. Penso ci sia bisogno di un dibattito all'interno del quale si torni a ristabilire alcuni concetti fondamentali della democrazia, uno dei quali è la separazione tra i tre poteri".



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