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INCONTRO ITALIA-USA/ Obama e Berlusconi, intesa e amicizia: due ore per rilanciare rapporti e politiche

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Due ore di colloquio per rafforzare i già forti legami tra Italia e Stati Uniti. Barack Obama accoglie Silvio Berlusconi alla Casa Bianca con un "é bello vederti, amico mio". E il presidente del Consiglio ricambia riconoscendo che gli Usa, con il nuovo presidente, sono "assolutamente" in buone mani. "Barack ha posizioni non solo innovative, che guardano ad un futuro diverso e sono anche concrete e di assoluto buon senso". "Ciò apre il cuore", aggiunge il Cavaliere mentre il presidente degli Stati Uniti risponde: "Abbiamo cominciato bene".

 

Obama si aspettava un colloquio "franco e onesto". E questa linea, sono convinti i due leader, ha seguito il lungo incontro di questa sera nel corso del quale sono stati toccati diversi temi di attualità, da Guantanamo, con l'Italia che annuncia di accettare tre detenuti, all'Afghanistan, dal G8 al Doha round, fino alle questioni ambientali.

 

Berlusconi ha espresso l'auspicio che il Vertice dei grandi possa contribuire a sbloccare le trattative sul commercio mondiale. Inoltre, si è detto convinto che il G8 rappresenterà il primo gradino per la messa a punto di un corpo di regole per l'economia mondiale che saranno definite dal G20 di Pittsburgh.

 

Il Cavaliere ha sottolineato la volontà di collaborare con Obama, così come fece con George Bush. "Sarei molto contento di augurarmi un rapporto personale, amichevole e diretto", ha tra l'altro detto guadagnandosi parole di gratitudine da parte del presidente Usa: " Oltre al fatto che a me il premier Berlusconi piace personalmente- ha replicato Obama- anche i nostri popoli si amano e hanno profondi legami e una profonda comunità di valori".

 

Il presidente degli Stati Uniti ha riconosciuto quindi all'Italia il "contributo cruciale" alla coalizione impegnata in Afghanistan: Italia - ha aggiunto- che offre il suo contributo alla pace nel Mondo con la presenza in molti paesi.

 

"Vogliamo essere il paese di prima fila, anzi il primo paese a dare una mano agli Usa - ha poi detto Silvio Berlusconi - per quanto riguarda la necessaria chiusura di Guantanamo".

 

Obama ha quindi detto al premier italiano che intende visitare, in occasione del prossimo G8, le opere d'arte distrutte dal sisma a L'Aquila.



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