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Politica

EUROPEE/ Prodi: allarme democrazia, votare Pd, no all’astensione

«Non è tempo né di astensioni né di sofisticate distinzioni. È il momento di dimostrare che l'Italia può essere diversa» scrive l’ex Premier sul suo sito

«Non è tempo né di astensioni né di sofisticate distinzioni. È il momento di dimostrare che l'Italia può essere diversa, che ha profonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire alla crescita democratica di una nuova Europa». Lo afferma l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi in un messaggio in vista delle prossime elezioni europee, parlando anche di un allarme per la qualità democratica del paese.

Per Prodi, rispetto all'intensificarsi di «segnali di allarme» il Partito democratico, pur nel suo non facile cammino, «è l'unica concreta risposta».

Nel messaggio, pubblicato sul suo sito, Prodi scrive: «Nel momento in cui ribadisco la mia già provata volontà di rimanere al di fuori della politica del nostro Paese, sento il dovere, come semplice cittadino, di sottolineare l'importanza del voto a cui noi italiani siamo chiamati».

«Anzitutto - spiega - un voto per l'Europa. In questa linea richiamo la necessità di rafforzare il Partito democratico ricordando come esso abbia sempre con convinzione sostenuto le grandi scelte europee quali l'euro e l'allargamento che, come si è dimostrato in questa fase di durissima crisi, sono la principale difesa per l'Europa e l'Italia. La seconda ragione nasce dall'intensificarsi di numerosi segnali di allarme e di interrogativi da parte di tanti amici e osservatori stranieri per la caduta di dignità e per la qualità democratica del nostro paese, segnali che - ribadisce - ho colto con sofferenza nella mia attività internazionale».

«Di fronte a questo il Partito democratico, pur nel suo non facile cammino, è l'unica concreta risposta. Non è tempo né di astensioni né di sofisticate distinzioni. È il momento di dimostrare che l'Italia può essere diversa , che ha profonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire alla crescita democratica di una nuova Europa», conclude l'ex presidente del Consiglio.

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