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VERSO IL G8/ Castellaneta: quel nodo tra Casa Bianca e Cremlino in mano all’Italia

Il recente lungo colloquio tra il presidente americano Barack Obama e il premier italiano Silvio Berlusconi è stato indubbiamente un momento centrale della preparazione del G8. Per capirne meglio i contenuti, ilsussidiario.net ha intervistato l’ambasciatore italiano a Washington, GIOVANNI CASTELLANETA

Berlusconi_Obama_StrettaR375.jpg (Foto)

C'è molta attesa per il G8 che si terrà all’Aquila dall’8 al 10 luglio. Un vertice che viene considerato da più parti il momento chiave in cui le maggiori potenze economiche delineeranno la loro “exit strategy” dalla crisi globale. C'è chi lo ha definito il G8 "delle regole", o quantomeno una tappa decisiva per la messa a punto del pacchetto di misure globali con cui mettere economia e finanza in condizione di fronteggiare il futuro con più fiducia.

Il recente lungo colloquio tra il presidente americano Barack Obama e il premier italiano Silvio Berlusconi è stato indubbiamente un momento centrale della preparazione del G8. E per capirne meglio i contenuti, ilsussidiario.net ha intervistato l’ambasciatore italiano a Washington, Giovanni Castellaneta.

 

Quale importanza ha avuto l'incontro alla Casa Bianca tra Obama e Berlusconi nella messa a punto dell'agenda per L'Aquila?

 

L’incontro alla Casa Bianca tra il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Presidente Barack Obama ha fatto risaltare l’ottima intesa personale tra i due leader, una premessa cruciale in vista dell’imminente Vertice del G8 sotto Presidenza italiana. È infatti evidente che l’apporto americano per il successo del Summit dell’Aquila è fondamentale. Ci conforta la volontà di Obama di raggiungere risultati concreti in quella occasione e il vivo apprezzamento per il ruolo dell’Italia sulla scena internazionale: un riconoscimento che è di buon auspicio per il successo del Vertice. Il Summit cade in una fase importante per la ripresa dell’economia globale e servirà - anche in vista della riunione del G20 che si terrà a Pittsburgh a settembre - a fissare un corpus di regole per impedire il ripetersi di crisi di tali dimensioni.

 

La lotta alla povertà e alla fame e le scelte da compiere sul fronte del mutamento climatico sono due temi che sia Obama che Berlusconi hanno indicato come centrali per il G8: quali iniziative sono state discusse in questo senso alla Casa Bianca?

 

Nel recente passato il G8 ha rappresentato la cornice internazionale di riferimento per discutere al più alto livello le tematiche connesse all’aiuto allo sviluppo e alla sicurezza alimentare. All’Aquila, infatti, ci sarà uno specifico coinvolgimento di alcuni Paesi africani al fine di garantire all’Africa un ruolo di primo piano su tale specifica questione. L’obiettivo che la Presidenza italiana si propone, condiviso dagli Stati Uniti, è quello di promuovere un approccio coordinato all’azione di aiuto allo sviluppo internazionale rispetto alle seguenti priorità individuate: sicurezza alimentare, educazione e sanità.

I temi del Cambiamento Climatico e dell’Ambiente sono stati al centro del colloquio tra il Presidente Berlusconi e il Presidente Obama: rappresenteranno una priorità assoluta dell’agenda del G8 dell’Aquila. In tale contesto si terrà infatti una riunione del Major Economies Forum (MEF), copresieduta da Italia e Stati Uniti, per una auspicata definizione condivisa di un piano globale per la tutela dell’Ambiente e del Clima anche in vista della Conferenza dell’ONU sul Cambiamento Climatico che si terrà a Copenhagen il prossimo dicembre.


Obama ha indicato in Berlusconi un alleato-chiave nel dialogo Usa-Russia. Il presidente Obama farà tappa a Mosca prima di arrivare in Italia: che aiuto ha chiesto al premier italiano in vista del vertice con Dmitri Medvedev, in particolare in tema di non-proliferazione nucleare?

 

A Washington vi è naturalmente molta attesa per il Vertice Obama-Medvedev a Mosca. Ma c’è aspettativa anche per l’appuntamento dell'Aquila che consentirà di proseguire in un contesto multilaterale il dialogo su temi strategici come la Non-Proliferazione e su dossier a dimensione globale come lotta al terrorismo ed energia.

Il rilancio dei rapporti Stati Uniti-Russia ha fatto oggetto di approfondito esame durante il colloquio del Presidente del Consiglio con Barack Obama. Il Presidente americano ha riconosciuto il ruolo costruttivo che il nostro Paese svolge per sostenere tale obiettivo e per il ritorno allo "spirito di Pratica di Mare".


Afghanistan e Iran: quale importanza attribuiscono gli Usa al ruolo italiano su questi due fronti?


Occorre intanto tenere presente che la stabilizzazione dell’Afghanistan riguarda direttamente anche l’Italia. Anche il nostro paese infatti ha interesse affinché questo paese dell’Asia centrale non venga usato nuovamente come base per lanciare attacchi terroristici. La minaccia terroristica, e occorre tenerlo ben presente, non è indirizzata solo agli Usa ma a tutto l’Occidente, e quindi anche al nostro paese. Gli Stati Uniti riconoscono l’entità del nostro impegno militare e civile, essenziale sotto diversi aspetti. Siamo tra i maggiori contributori di truppe, circa 3000, che svolgono un lavoro prezioso di sicurezza soprattutto nella provincia di Herat, dove siamo presenti anche con importanti programmi di ricostruzione. Sono inoltre molto apprezzati negli USA, e in particolare dal Presidente Obama, i nostri carabinieri, che svolgono un lavoro di addestramento per formare i militari e polizia afghani. Ugualmente vi è a Washington molta consapevolezza per i numerosi programmi di cooperazione e di assistenza alle istituzioni che l’Italia sta realizzando. Il Presidente Obama ha anche confermato chiaramente il vivo interesse americano a mantenere uno stretto raccordo con l’Italia sulla questione iraniana. Conosce bene l’importanza del ruolo italiano sia sotto il profilo politico che quello economico e ha apprezzato l’azione svolta dall’Italia sinora. Il Presidente Berlusconi ha condiviso pienamente l’esigenza di coordinamento sul piano bilaterale e internazionale e ha assicurato il sostegno italiano alla strategia dell’Amministrazione americana.


Obama e Berlusconi hanno ribadito che tra Italia e Usa, quali che siano i governi, esiste un rapporto di amicizia, stima e collaborazione. La nuova amministrazione di Washington ha mostrato soprattutto sul caso Fiat-Chrysler la propria ammirazione per il “modello italiano”. Da ambasciatore nella capitale americana, con che spirito vive questa fase storica e che clima ha trovato nel primo faccia a faccia Obama-Berlusconi alla Casa Bianca?

 

L’incontro alla Casa Bianca è stato caratterizzato da un’atmosfera di grande sintonia e viva cordialità. Ha offerto ulteriore testimonianza della solidità dell’amicizia che lega Italia e Stati Uniti e ha posto le basi per una cooperazione rafforzata tra la nuova Amministrazione americana e il Governo italiano. Obama confida nel nostro impegno nelle aree di crisi, apprezza il nostro elevato profilo in Europa e riconosce la capacità e la proiezione internazionale della nostra industria e imprenditoria. L’esito positivo dell’operazione Fiatavrà un impatto molto forte sulla nostra presenza negli Usa e anche sulla nostra immagine di Paese all’avanguardia tecnologicamente e industrialmente.

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