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GOVERNO/ DL anticrisi, oggi alla Camera il voto finale

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Si è concluso nell'Aula della Camera l'esame degli ordini del giorno al decreto legge anticrisi. Questa mattina, dalle 11.45, si terranno le dichiarazioni di voto, che verranno trasmesse in diretta televisiva, ed il voto finale, previsto intorno alle 13. Il testo passerà dunque al Senato.

 

Il via libera dell'aula della Camera, poi un esame “lampo” in Senato e senza cambiamenti per licenziare definitivamente il decreto anti-crisi prima di agosto. Questo il calendario probabile del provvedimento che mercoledì sarà trasmesso al Senato per la seconda lettura anche se sembra ormai scontata una sostanziale “blindatura” del testo. Eventuali modifiche potrebbero essere affidate ad un successivo provvedimento. E una prima modifica, ma via regolamento, arriva dal Tesoro per le tasse ai terremotati dell'Abruzzo.

 

Non ci sarebbe quindi la terza lettura della Camera e rimarrebbero aperti una serie di nodi: dalla tassazione delle riserve auree di Bankitalia fino alle più recenti polemiche sull'assenza di misure a favore del Mezzogiorno. L'aula di Montecitorio ha licenziato i circa 200 ordini del giorno presentati al decreto molti dei quali insistono proprio sui nodi ancora aperti: dai poteri di indagine della Corte dei Conti fino ad una più esplicita finalizzazione pro-Abruzzo dei fondi che arriveranno con la terza edizione dello scudo fiscale. Le acque nella maggioranza sono “agitate” e così il governo, anche con i voti dell'Mpa, viene battuto su un ordine del giorno presentato dai deputati siciliani Fabio Granata e Antonio Russo che impegna il governo «ad individuare la città di Palermo come sede del Forum permanente sullo sviluppo nell'area del Mediterraneo». Dai tabulati risulta che l'odg passa proprio per “colpa” dei deputati siciliani del centrodestra che accusano il governo di non fare nulla per il Mezzogiorno. Posizione condivisa anche dal centrosinistra con il responsabile per il Mezzogiorno del Pd, Sergio D'Antoni che calcola che da inizio legislatura sono «stati sottratti al Sul 26 miliardi». Né è convincente lo 'sblocco' di fondi annunciato dal premier Silvio Berlusconi, dice, perché si tratta di fondi regionali.

 

Tra gli altri ordini del giorno approvati anche uno “bipartisan” per il ripristino del fondo per lo spettacolo e per i terremotati dell'Abruzzo. In quest'ultimo caso si punta ad allungare i tempi per rimettersi in regola con il fisco per i terremotati. Ma il Tesoro risponde subito: il periodo di rateizzazione sarà raddoppiato e sarà rinviata la data d'inizio del recupero di tributi e contributi. Via libera anche ad un odg a firma di Giuliano Cazzola che punta a modificare il requisito anagrafico dei sessanta anni di età per la pensione di vecchiaia per le lavoratrici della P.a. Ok ad un odg per le risorse da destinare a Viareggio. Mentre il governo si impegna a rivalutare queste materie appare ormai abbastanza scontato che il decreto è “chiuso” e che, nonostante la Camera sia già allertata per lavorare anche la prima settimana d'agosto, in realtà non ci sarà la terza lettura. Tra i temi “caldi” che non avranno risposte ci sarà così la netta contrarietà espressa dalla Bce sulla tassazione delle riserve auree di Bankitalia. Né si interverrebbe sulla richiesta di stralciare la parte che riguarda l'autorizzazione alle nuove opere che verrebbe sottratta al ministero dell'Ambiente. Infine, resteranno come sono le norme sulla Corte dei Conti che, secondo molti parlamentari, bloccheranno di fatto la possibilità di agire della magistratura contabile.



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