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AFRICA/ Berlusconi: abbiamo torto sui fondi al continente nero

Pubblicazione:domenica 5 luglio 2009
Sulla riduzione degli aiuti economici all'Africa "siamo nel torto assoluto. Quando si assume un impegno bisogna mantenerlo. Noi siamo in ritardo e questo ritardo dobbiamo colmarlo". Il premier Silvio Berlusconi dà ragione al cantante e attivista irlandese Bob Geldof, che accusa l'Italia di non aver mantenuto le promesse del G8 di Gleneagles, dando all'Africa il 3% di quanto stabilito.

 

In un articolo sulla Stampa, che riporta il colloquio tra Berlusconi e Geldof avvenuto due giorni fa, il presidente del Consiglio si dice dispiaciuto di non aver mantenuto le promesse. "Ci siamo fatti prendere da tutte le cose che ci sono cadute addosso. La crisi, il terremoto. Abbiamo anche una situazione di forte contrasto con l'opposizione, giudici che ci attaccano...".

 

A causa della crisi economica, spiega Berlusconi, il debito sul Pil "é salito al 120% e l'Unione Europea non ci permette di restare a questi livelli. C'é stata una impossibilità di bilancio. Se avessimo dato i soldi in questa direzione - l'Africa - avremmo avuto delle penalità terribili dall'Europa".

 

"Su questo punto - spiega il premier - ho dovuto seguire le posizioni del mio ministro dell'Economia. Ha una forte personalità e ritiene che come prima cosa si debbano rispettare gli obblighi con le istituzioni europee e quelle finanziarie internazionali. Però mi ha promesso che torneremo in linea con gli impegni presi per gli aiuti allo sviluppo entro tre anni".

 

"Obama ha detto che vuole creare un fondo per la sicurezza alimentare: lui ha promesso di stanziare un miliardo di dollari per i prossimi quattro anni", dice Berlusconi. "Ora chiede che gli altri sette paesi del G8 mettano un altro miliardo. Io darò una risposta positiva" Al G8 "prenderò la guida. Insieme ad Obama agiremo, ne sono assolutamente convinto".

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