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BIOTESTAMENTO/ Fini accende il dibattito. Senatori Pdl: «Non accettiamo lezioni di laicità»

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«La legge sul testamento biologico approvata a Palazzo Madama è frutto del libero convincimento dei senatori»: così esordisce la nota firmata dai capigruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, che risponde alle dichiarazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini, che ieri dalla festa del Partito Democratico a Genova, aveva annunciato la volontà di «correggere alla Camera» il testo sul biotestamento, dicendo che «non si tratta di favorire la morte ma di prendere atto della impossibilità di impedirla» e il testo in questione «difetta» perché «non tiene conto di questo principio». Fini aveva così risposto a distanza al ministro Maurizio Sacconi che invece, dal Meeting Cl di Rimini, indicava un altro percorso per arrivare ad una legge organica sul testamento biologico.
«I senatori - continua la nota di Gasparri e Quagliariello - non solo non possono essere tacciati in alcun modo di clericalismo, ma hanno avuto la possibilità di esprimersi nella libertà della
loro coscienza anche rispetto ai gruppi di appartenenza, anche quando - come nel caso del PdL - all'esito di una lunga, approfondita e laica discussione si era giunti all'individuazione
di una linea largamente maggioritaria». «Auspichiamo naturalmente che il dibattito alla Camera possa migliorare ulteriormente il testo della legge, ma non possiamo accettare che ai senatori del PdL vengano impartite lezioni di laicità».
A distanza interviene anche Marina Sereni, vicepresidente dei deputati del Pd, che afferma: «La legge approvata a Palazzo Madama è disumana e non bastano piccoli correttivi. La tentata strozzatura del dibattito sul testamento biologico in commissione Affari Sociali alla quale abbiamo assistito nei giorni precedenti alla chiusura estiva- sottolinea Sereni- non è di buon auspicio, né lo è l'intenzione del relatore e del presidente della commissione Palumbo, di terminare i lavori a settembre per passare immediatamente all'aula. In commissione e in aula a Montecitorio, noi del Pd lavoreremo per cambiare il testo Calabrò sulla base delle nostre proposte».
Toni accomodanti vengono dallo stesso portavoce del Pdl, Daniele Capezzone: «Su temi squisitamente di coscienza - dice - non possono esistere vincoli insuperabili di schieramento o di partito. È assolutamente naturale che, su questi temi, convivano in ogni area politica sensibilità e culture diverse, che possono serenamente confrontarsi e trovare un punto di equilibrio». «Mi pare che il Senato sia una delle due camere del Parlamento italiano e non un'appendice del Vaticano - ribatte Rocco Buttiglione (Udc), che dall'opposizione si pone così su posizioni vicine alla maggioranza - Il testo sul testamento biologico che il Senato ha inviato alla Camera dei deputati è un'espressione, certo ancora parziale, della volontà sovrana del popolo italiano».
 

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