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IDEA/ Brunetta: ora una riforma dell’età pensionabile anche nel settore privato

Pubblicazione:martedì 22 settembre 2009

Brunetta_RenatoR375.jpg (Foto)

Non credo che la soluzione migliore possa essere quella di eliminare alcune province, magari quelle di più recente istituzione. Non esistono infatti province di serie A e province di serie B, esistono invece enti che così come sono attualmente organizzati appaiono ridondanti e inutili. Attenzione: non va eliminata la provincia in quanto tale, anche perché per riuscirci occorrerebbe una specifica modifica della Costituzione. La mia proposta è invece quella di trasformarle in enti di secondo livello: consigli e giunte di più ridotta composizione, i cui membri vengano direttamente eletti dai consiglieri di tutti i Comuni facenti parte del territorio provinciale. Oltre alla riduzione dei costi della politica, in questo modo si otterrebbe una vera rappresentanza territoriale degli eletti, non più portatori di interessi puntuali ma semmai di interessi diffusi sull’intero territorio provinciale.

 

Lei ha detto che «le Regioni a statuto speciale godono di un privilegio finanziario che andrebbe eliminato» e ha invocato una par condicio per quanto riguarda le risorse. Se la sua riforma della Pa veniva giudicata impossibile e ancora oggi è impopolare, che dire di una proposta simile…?! Da dove cominciare?

 

La popolarità delle proposte non deve essere misurata dalla quantità di applausi che ricevono, tanto più che la platea è, per lo più, composta dai diretti interessati. Ci sono cose che saranno molto popolari in futuro, di cui l’Italia e gli italiani di domani mattina ci saranno grati, ma che sembrano difficili oggi perché incontrano molti ostacoli. Superarli è il compito di una politica che non sia mero galleggiamento e rassegnazione.

 

Uno dei problemi storici della Pa italiana è la diffusa assenza di motivazione. Come è possibile ricostruire un sistema di fiducia, dove l’impegno nel lavoro non sia dettato solo dalla paura delle sanzioni? È possibile immaginare un ruolo per le buone prassi più rilevante di quello rivestito attualmente?

 

Certo, e in questo è importante anche il ruolo dei giornalisti. Ho condotto una lunga e dura battaglia contro i fannulloni, che continua e ha riscosso molta attenzione. Ma, contemporaneamente, abbiamo portato alla luce tanti casi esemplari, tante pratiche eccellenti, con i nomi e i cognomi dei meritevoli. Solo che la cosa ha riscosso meno interesse, come se scoprire il buono desti meno curiosità che denunciare il cattivo. Poi abbiamo fatto riforme, anche del modello contrattuale, che consentiranno di premiare concretamente chi fa seriamente e con competenza il proprio dovere. Insomma, si tratta di cambiare una mentalità, un costume. Non è facile, ci vuole tempo, ma cerchiamo di procedere il più velocemente possibile.

 

Qual è la principale sfida politica del governo in autunno?

 

Non sedersi né sui successi (che ci sono, e sono molti), né davanti ai problemi (che sono seri). Ricordarsi perché gli italiani ci hanno votato e mantenere le promesse, mantenendoci fedeli a noi stessi.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
23/09/2009 - innalzamento età pensionabile al settore privato (cristina cairone)

abbiamo innalzato l'età pensionabile delle donne nel Pubblico Impiego perchè -paradossalmente- la UE ce lo ha imposto. Credo che allargare al settore privato questa linea di condotta sia assolutamente controproducente dato che la maggior parte delle famiglie italiane riesce ad avere uno o due figli (quelle fortunate) solo perchè può contare sull'aiuto materiale delle nonne. Facciamole lavorare sino a che non saranno più in grado di badare ai nipotini e otterremo il duplice risultato di avere donne sempre più frustrate ed insoddisfatte non essendo in alcun modo riconosciuto il valore sociale di chi cura i propri bambini) e culle vuote. Quest'ultima, in particolare, non è proprio la cura che serve al nostro sistema previdenziale, non credete?

 
22/09/2009 - Tenga duro (michele maioli)

Ministro Brunetta, tenga duro! Quello che ha detto sulle elites e sulle oligarchie italiote è puro vangelo. In Italia governano persone ed "enti" non eletti da nessuno, e che non rispondono a nessuno: Bankitalia, Fiat, sindacati vari, CEI (a volte), magistratura, associazioni mafiose, think-tank più che discutibili, testate giornalistiche, gruppi finanziarii, lobbies in difesa di diritti assurdi... e chi più ne ha più ne metta. Ben venga ogni tentativo volto ad arginare questa situazione assurda