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SCENARIO/ Veneziani: si scalda il partito del dopo-Berlusconi

Pubblicazione:mercoledì 23 settembre 2009

Berlusconi_Fini_PdlR375.jpg (Foto)

Alcuni rischi ci sono: dai segnali della Magistratura agli attacchi internazionali. Comunque rimango convinto che l’unico che può abbattere Berlusconi sia egli stesso, perché ha la capacità a volte di esagerare. È il fattore fondamentale di questa coalizione e l’unico in grado di sfasciarla. Il resto sono minacce, da non sottovalutare, ma ci sono tutti i presupposti per continuare a governare.

Il riavvicinamento con il Presidente della Camera porterà, secondo lei, a un compromesso anche sulle posizioni più scomode di Fini (dal biotestamento al voto agli immigrati)? C’è il reale rischio di scontentare il voto cattolico?


Berlusconi sa benissimo che larga parte dell’elettorato è sensibile a questi temi e credo che continuerà a rappresentare questo elettorato, pur tentando la ricucitura con Fini. Sarebbe un suicidio inseguire il Presidente della Camera arrivando a una posizione di mezzo che non decide nulla, o peggio ancora ripiegarsi su queste posizioni, obiettivamente minoritarie nel centro-destra. Berlusconi non potrà discostarsi molto da quei punti fermi che ha segnato e che riguardano l’alleanza con la Lega e il rapporto con il mondo cattolico. Non può inimicarsi tre o quattro interlocutori per assecondare la posizione, peraltro individuale, di Fini.


Come sono i rapporti tra il governo e la Chiesa dopo il caso Boffo e il recente intervento di Bagnasco?

Credo che non sia né nell’interesse della Chiesa né del governo Berlusconi aprire uno scontro o una “vertenza”. A conti fatti la Chiesa, rispetto al passato, ha un interlocutore molto più attento ad alcuni temi chiave. Il “caso Boffo” è stato un incidente, così come lo è stato l’attacco dell’Avvenire al governo. Malgrado questi episodi non penso che convenga ad entrambi cercare interlocutori diversi: Casini per la Chiesa e il mondo laico per Berlusconi.


Cosa si aspetta dall’Udc di Casini? Scioglierà il dubbio sulle alleanze?


Per ora è nel suo interesse non sciogliere questo dubbio e decidere le alleanze caso per caso. È una strategia che ricorda quella craxiana. L’Udc aspetta di giocarsi la partita nell’era post-berlusconiana.

 

L’opposizione sembra fuori gioco fino a quando il Pd non troverà un nuovo leader. Chi sarà secondo lei? Il centro-sinistra cambierà nei rapporti di forza, nei contenuti e nel tono della disputa politica?


Nel Pd contano le appartenenze. Siamo alla partita tra Pci e minoranza Dc. E quindi è sicuramente favorito Bersani. Cambierà comunque poco nella linea, perché non ci sono grandi margini di manovra. Il Partito democratico è schiacciato nel sandwich tra Berlusconi e Di Pietro. Ora può solo giocare di rimessa, tifare per le contraddizioni interne al centrodestra, e al massimo sperare in Casini.



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COMMENTI
23/09/2009 - Lotta sinistra(perdente)--lotta destra(vincente) (Giovanni Cafarelli)

Condivido l'analisi politica e logistica del dr.Veneziani,rammento che Fini ha sostenuto la partecipazione al voto degli Italiani all'estero,con ciò favorendo la vincita di Prodi,nella scorsa legislatura.Non vorrei che Fini,per 'fini' personali,di agevolare e compiacere la sinistra,abbia tirato in ballo il voto agli extracomunitari,sia stato poco fine ai suoi stessi fini!