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Politica

SCENARIO/ Veneziani: si scalda il partito del dopo-Berlusconi

C'era molta attesa per l'incontro tra il Premier e il Presidente della Camera, dopo mesi di polemiche a distanza e di silenzi. I giornali e i fedelissimi di entrambi i leader concordano sull'esito positivo del colloquio. Marcello Veneziani spiega ai lettori de ilsussidiario.net come cambiano i rapporti di forza nella maggioranza e il quadro politico a seguito del vertice

Berlusconi_Fini_PdlR375.jpg(Foto)

C'era molta attesa per l'incontro tra il Premier e il Presidente della Camera, dopo mesi di polemiche a distanza e di silenzi. L'abitazione di Gianni Letta è stata la sede scelta per un colloquio di due ore che, secondo le indiscrezioni e le dichiarazioni dei fedelissimi di entrambi i leader, può considerarsi positivo. Ce ne saranno altri, per verificare la tenuta dei primi accordi presi. Marcello Veneziani spiega ai lettori de ilsussidiario.net come cambiano i rapporti di forza nella maggioranza e il quadro politico a seguito del vertice.


L’incontro tra Berlusconi e Fini è stato letto dalla maggioranza dei giornali come un riavvicinamento delle parti, l’inizio di un disgelo anche a livello umano tra i due leader. Dal punto di vista politico si è raggiunto un compromesso?


Il colloquio di ieri è una tappa di un riavvicinamento politico e di un compromesso inevitabile, anche se è altrettanto evidente lo scarto esistente tra i due, che mantengono strategie e soprattutto aspettative differenti.

Fini non fa mistero di essere impaziente per la “successione” e si muove nella prospettiva di un paesaggio politico che non contempla più la figura di Berlusconi. Il premier dal canto suo non ha nessuna intenzione di gettare la spugna prima del tempo.

Circa la strategie politiche anche i ruoli contano: il Presidente della Camera ha un compito istituzionale e arbitrale e tende a spegnere i conflitti, mentre Berlusconi li affronta e a volte li alimenta. Le frizioni sono inevitabili.


Hanno ancora senso ipotesi che vedono Fini pronto a tradire il centro-destra, o quelle che lo vogliono proiettato verso il Quirinale grazie all’appoggio della sinistra?


Sono ipotesi che hanno un fondamento, ma che non hanno nessuno fattibilità. Questo giustifica la prudenza di Fini, che in passato aveva già tentato emancipazioni da Berlusconi: dalla disastrosa esperienza dell’Elefantino con Segni, al rifiuto del pronunciamento del predellino, a cui poi sono sempre seguiti riavvicinamenti e ritorni.

Fini nella sua carriera non ha mai tentato delle svolte, ma si è sempre accodato ad esse. Ai tempi di Alleanza Nazionale seguì una strada politica che aveva già tracciato Tatarella, prima ancora era al seguito di Almirante, oggi invece di Berlusconi. Non credo che sia pronto a fare uno strappo.
Si sta guardando attorno, cercando di avere agibilità politica e interlocutori sull’altro versante, a partire dal centro. Vuole la legittimazione della sinistra, ma il suo gioco finisce più nei paraggi di Casini, che in quelli di D’Alema e Bersani.


Cerca solo legittimazione o è pronto ad alleanze diverse?

 


COMMENTI
23/09/2009 - Lotta sinistra(perdente)--lotta destra(vincente) (Giovanni Cafarelli)

Condivido l'analisi politica e logistica del dr.Veneziani,rammento che Fini ha sostenuto la partecipazione al voto degli Italiani all'estero,con ciò favorendo la vincita di Prodi,nella scorsa legislatura.Non vorrei che Fini,per 'fini' personali,di agevolare e compiacere la sinistra,abbia tirato in ballo il voto agli extracomunitari,sia stato poco fine ai suoi stessi fini!