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SCENARIO/ Bersani e Franceschini a caccia di idee sperano nell'aiutino di Berlusconi

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Perché perdente? Perché senza una precisa identità, chiara ai dirigenti come agli iscritti o agli elettori potenziali (quelli da conquistare e i più importanti in assoluto), un partito progressista non ha alcuna speranza di sfondare il 25%. Se fosse un partito di sinistra, il Pd sarebbe destinato a perdere in partenza (come ovunque altrove nel mondo); se fosse un partito di centro-sinistra troverebbe difficoltà a conciliare le troppe anime che lo popolano.

 

E qui sta il punto di un dibattito che potrebbe essere sostanziale se fosse accompagnato da giudizi netti. E due leader indiscussi del Pd lo hanno fatto, ciascuno dalle proprie posizioni. Da un lato Rutelli, che ha ribadito senza mezzi termini che se il Pd continua a definirsi "la sinistra", resterà un partito perdente, un partito del secolo scorso insomma. Dall'altro D'Alema, che vede nel tentativo di eliminare il trattino tra centro e sinistra l'obiettivo più importante.

 

La battaglia è però impari, visto che D'Alema può contare sulla vittoria di Bersani al Congresso, prevista da tutti i bookmakers; l'appoggio dell'ex leader della Margherita a Franceschini è lasco e poco convinto. Il che fa prefigurare interessanti, nuove manovre al centro. Buon voto!



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