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RU486/ Dorina Bianchi (Pd): cari compagni, da cattolica non rinuncio ai miei valori

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Sulle questioni etiche nel Pd si decide a maggioranza. E' stata questa la dura reprimenda di Dario Franceschini e di Anna Finocchiaro (e che ha trovato concordi anche le "alte sfere" del partito, tranne parte dei cosiddetti Teodem) nei confronti della Senatrice Dorina Bianchi, "rea" di aver votato a favore della indagine conoscitiva sulla pillola abortiva Ru486. IlSussidiario.net ha raggiunto la Senatrice per capire le ragioni del suo gesto così contestato e del perché ritenga necessaria una indagine sulla Ru486.

 

A proposito delle polemiche di questi giorni sul suo incarico, come ci si è arrivati? È stato un errore rinunciare all’incarico?

 

L’incarico di co-relatrice è stato dato dal Presidente Tomassini, noi non ne sapevamo niente. Non reputo di aver sbagliato nel non accogliere il mandato, perché vorrei che l’indagine conoscitiva sulla Ru486 fosse condotta serenamente senza alcun rischio di strumentalizzazione sia nei confronti dell’Aifa che del Partito democratico. L’importante, al di là di chi sarà relatore, sono i tempi e le finalità con cui verrà fatta questa indagine.

 

Il Partito democratico parteciperà in qualche modo a questa indagine?

 

Io sicuramente parteciperò. Tutti i capogruppo in Commissione hanno votato a favore. Non andare ad ascoltare il Ministro Sacconi, l’Aifa, i ricercatori che hanno sperimentato la Ru486 e gli altri soggetti non penso che possa costituire un vantaggio per i senatori del Pd.

 

Al di là della polemica politica qual è il suo giudizio sull’uso della Ru486?

 

Il 31 luglio ho presentato un’interrogazione parlamentare per sapere quanto l’uso della Ru486 si armonizzasse con la Legge 194. Non vorrei infatti che l’introduzione di questa pillola porti a una diminuzione dei servizi di assistenza e di supporto garantiti alle donne da tale legge. La stessa Aifa mette in evidenza che oltre la settima settimana i casi in cui c’è la necessità di ricorrere a un intervento chirurgico sono altissimi. Credo quindi che ci sia bisogno di un chiarimento su quando è meglio utilizzare la Ru486 e quando invece è meglio affidarsi all’intervento chirurgico.

 

Come si spiega questa presa di posizione così dura all’interno del suo partito? In fondo si parlava di un’indagine conoscitiva, di certo non veniva messa in discussione la Legge 194.

 

Credo purtroppo che ci sia un preconcetto per cui alcune posizioni laiche vengono considerate in altro modo. Non disconosco di avere una posizione cattolica, ma questo non significa che alcuni valori non siano condivisibili con l’etica laica. Questo non era sicuramente il caso. Io mi ero anzi preoccupata che la pillola fosse armonizzata con quella che è una legge dello Stato. Era questo che mi interessava più di sapere se la Ru486 doveva essere commercializzata o meno, perché tale decisione compete all’Aifa, che si è già espressa.

 

Solo un equivoco o il tema della laicità rappresenta un nervo scoperto nel Pd? Una posizione come la sua trova adeguato spazio e libertà nel suo partito?

 

Il Pd è nato con la grande ambizione di dare ospitalità a tutte le posizioni. Ora che è un partito di opposizione credo che non possa permettersi di non avere al proprio interno posizioni culturali diverse. Il fatto però che vada in fibrillazione su questi temi così facilmente mi fa pensare che il problema non siano le idee che porto io, ma che ci sia un preconcetto interno. È un limite da superare se vogliamo arrivare realmente a quel partito che avevamo pensato all’inizio quando Ds e Margherita hanno deciso di mettersi insieme

 

È una fibrillazione sperimentata altre volte in passato?

 

È successo con il testamento biologico, ci sono state polemiche interne, ma poi si è giunti a una posizione comune senza arrivare a spaccature.

 

Pensa che con il congresso e le primarie possa arrivare un leader capace di garantire al meglio la libertà di coscienza su questi temi?

 

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COMMENTI
27/09/2009 - dossettiani al capolinea (attilio sangiani)

da molto tempo era chiaro che la politica suggerita da Giuseppe Dossetti non sarebbe più stata attuale,dopo la caduta del "muro". Ora i nodi vengono al pettine. Del resto anche prima della caduta del muro la politica dossettiana appariva "suicida" per chi diceva di essere portatore dei valori umanistici della tradizione greco-ebraico-cristiana,in radicale antitesi a quelli materialistici del comunismo,sia pure "gramsciano". Infatti Gramsci indicava i cattolici come "apripista" della rivoluzione bolscevica.

 
26/09/2009 - Un altro commento. (Carla D'Agostino Ungaretti)

Sono perfettamente d'accordo con Giovanni Ceroni. Aggiungo solo una piccola chiosa. Se ho ben capito, il problema politico in seno al PD è ancora una volta mettere d'accordo le posizioni dei cattolici con quelle dei laici, anzi dei laicisti, perché a quanto pare i democratici discendenti dall'antico PCI non voglione tenere in nessun conto le posizioni cattoliche. Allora mi domando: come possono i cattolici osservanti andare d'accordo con i discendenti morali di Gramsci e Togliatti, che a loro volta discendevano da Marx, Lenin e Stalin? Che cosa aspettano ad andarsene? Quando sono confluiti in quel parito non hanno capito che prima o poi queste liti in famiglia si sarebbero verificate? Lo si è visto al tempo della povera Eluana, del testamento biologico e ora per la nefanda RU486, il che ci dimostra che quando c'è la volontà (o la non volontà) politica di raggiungere certi scopi, la sinistra è pronta anche ad aggirare il diritto positivo rappresentato dalla legge n. 194. Per questo io, figlia della Chiesa Cattolica senza se e senza ma, sono e sarò sempre visceralmente incapace di votare per loro.

 
26/09/2009 - Quali valori? (Giovanni Ceroni)

Mi sembra che dall'articolo vengano fuori dei valori sì. Purtroppo non trovo valori comuni alla legge naturale e comuni alla morale e al magistero cattolico. I valori fondamentali che non trovo sono la dichiarazione che la legge 194 che regola, liberalizza e finanzia l'aborto è moralmente illecita. E' da cancellare totalmente in favore di una legge che protegga le donne e la società intera dall'aborto. L'aborto procurato deve essere considerato e punito come il peggiore degli assassini, tolleranza zero per gli aborti, affiancando aiuti concreti e molto consistenti alle famiglie con bambini. La RU486 pillola omicida è veramente un veleno per la società, è bene renderla illecita come ogni altro veleno. Ma sia ben chiaro che non cambia nulla dall'usare il bisturi, la cannula, o altri metodi per uccidere i bimbi nel grembo materno. Non sono leciti altri preparati o pillole che uccidono altresì i bimbi nei primissimi giorni di gestazione (contraccezione abortiva, pillola del giorno dopo e pillole dei giorni dopo). Non sento nelle parole della senatrice parole chiare di denuncia contro l'aborto, sento solo la richiesta di allinearsi ai dettati della legge 194 che legalizza l'aborto, segnale di una deriva morale sui valori chiave che devono sostenere la società di tutti i vivi. Spero in parole e comportamenti diversi in futuro da parte di tutti coloro che si dichiarano cattolici o anche coloro che si dichiarano amici della verità intera sull'uomo. Giovanni Ceroni