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SCENARIO/ 2. L'asse Fini-Casini-Violante prepara il dopo Berlusconi, senza Di Pietro

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Lo ha fatto senza però mancare di lanciare anche messaggi critici alla maggioranza esortando a maggior “sobrietà” Berlusconi e intimando un arresto alla deriva xenofoba da parte della Lega. Ma un segnale lo ha dato anche alla sinistra facendo capire in sostanza che con Berlusconi si deve convivere e che bisogna rompere non tanto con la sinistra antagonista che può rispecchiare disagi reali, ma – nelle parole di solidarietà al premier aggredito - con l’antiberlusconismo pregiudiziale e violento e cioè, in concreto, con Di Pietro.

 

A esplicitare l’esortazione nei giorni successivi è stato in particolare Paolo Franchi, editorialista del “Corriere della sera” notoriamente in sintonia con le preoccupazioni del Quirinale. Franchi ha appunto sottolineato che rispetto all’estremismo proveniente dall’Idv sarebbe necessaria «l’apertura di una battaglia politica e culturale ben più profonda e appassionata di quella condotta sinora (… ) per chi le riforme le vuole davvero».

 

Vedremo quindi domani se Luciano Violante – ovvero il Pd di D’Alema e Bersani - può svincolarsi da Di Pietro. Finora Violante è stato aperto, ma “volando alto”. Ora non può sfuggire alla chiarezza: Violante è in grado di attaccare Di Pietro che attacca Napolitano? Le difficoltà esistono e non sono solo personali. La situazione nel partito per il vertice del Pd non è facile. Persino Piero Fassino che è uno dei leader che si è maggiormente impegnato per una politica “riformista” e non meramente antiberlusconiana è oggi schierato a difesa del “legame di ferro” con Di Pietro.

 

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COMMENTI
11/01/2010 - IL DOPO BERLUSCONI (celestino ferraro)

Due scartine non fanno gioco, nemmeno violante (nel significato del participio). Senza Berlusconi sarebbero due levrieri randagi, non arriverebbero nemmeno a Canicattì. L'ideale sarebbe che si ritirassero a vita monastica: la contemplazione. Potrebbero anche ambire alla beatificazione. Non altro né oltre. CF