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SCENARIO/ 2. L'asse Fini-Casini-Violante prepara il dopo Berlusconi, senza Di Pietro

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 Il Pd sembra ancora un conglomerato non ben governabile se un’europarlamentare, Debora Serracchiani, dichiara che vorrebbe “regalare” a Berlusconi convalescente una statuetta della Mole Antonelliana, non differenziandosi da De Magistris che vorrebbe spedire il premier in esilio alle Cayman. Bersani e D’Alema debbono infatti fare i conti con il dipietrismo interno e debbono tener conto di una aggressiva concorrenza elettorale da parte dell’Idv. D’altra parte, dovrebbero però anche temere una seria frana elettorale sulla destra se non vanno nella direzione auspicata da Napolitano.

 

Il fatto che, dopo l’uscita di Rutelli, Bersani si sia piegato alla candidatura della Bonino in Lazio significa che anziché puntellare il “fronte cattolico” preferisca abbandonarlo al suo destino. Nell’”indecisionismo” di Bersani c’è la sottovalutazione del pericolo che in elezioni amministrative che sono politicizzate, ma non politiche, una parte di elettori di sinistra - infastiditi dalla greve ombra di un Di Pietro che, tutto sommato è sì antiberlusconiano, ma pur sempre un personaggio estraneo alla storia e alle idee della sinistra italiana e sempre su posizioni estremiste e mai propositive – si dissoci da un’alleanza organica Pd-Idv e senza passare al centro-destra preferisca astenersi.

 

L’ ”indecisionismo” Pd di questi mesi sta dando vita già al fenomeno di uno scivolamento di intellettualità riformiste su posizioni “terziste”. Ne è lo specchio il “Corriere della sera” che si differenzia dal chiassoso antagonismo militante di “Repubblica” dando spazio a riflessioni “riformiste” che criticando Berlusconi non si schierano però a sinistra. Come diceva in passato Giorgio Napolitano a proposito del Pci, anche il Pd oggi rischia di finire impantanato “a metà del guado”.



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COMMENTI
11/01/2010 - IL DOPO BERLUSCONI (celestino ferraro)

Due scartine non fanno gioco, nemmeno violante (nel significato del participio). Senza Berlusconi sarebbero due levrieri randagi, non arriverebbero nemmeno a Canicattì. L'ideale sarebbe che si ritirassero a vita monastica: la contemplazione. Potrebbero anche ambire alla beatificazione. Non altro né oltre. CF