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SCENARIO/ 2. L'asse Fini-Casini-Violante prepara il dopo Berlusconi, senza Di Pietro

Fini, Casini e Violante, gli ex presidenti della Camera, si incontrano in una tavola rotonda per discutere dell'«evoluzione degli strumenti della legislazione». Un pretesto, in realtà, per mettere a tema l'antiberlusconismo e la necessità di isolare Di Pietro. Il commento di UGO FINETTI VOTA IL SONDAGGIO

LucianoViolante_R375.jpg (Foto)

E’ Berlusconi oppure la sua demonizzazione a rappresentare l’”anomalia” italiana che sbarra la strada ad un ragionevole accordo tra maggioranza ed opposizione per riforme istituzionali? Ovvero: è possibile votare qualcosa di giusto insieme al Cavaliere? Domani sapremo se la strada di una larga intesa su riforme istituzionali è davvero percorribile. Il “verdetto” trasparirà da quel che diranno in proposito Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Luciano Violante alla tavola rotonda che si svolgerà a Montecitorio dedicata appunto alla “evoluzione degli strumenti della legislazione”.

 

Presidente ed ex Presidenti della Camera hanno concordato questa discesa in campo che ufficializza l’asse trasversale decisivo per una larga intesa. Si comincerà quindi a capire se tale asse exAn-Pd-Udc ritenga percorribile nell’immediato un iter di riforme o se invece preferisca presentarsi come un triunvirato di “rifondazione” della Seconda Repubblica in un quadro post-berlusconiano. Anche se i discorsi non saranno ovviamente espliciti la direzione di marcia sarà comunque facilmente decifrabile: dipende in particolare da quel che dirà Luciano Violante che attualmente è il “portavoce” di D’Alema in materia.

 

Si tratta cioè di verificare se il Pd di D’Alema e Bersani sia in grado di fare accordi – pur limitati al campo istituzionale – indipendentemente da Di Pietro. Si vedrà in che misura Violante sarà in grado di prendere le distanze dal dipietrismo e dall’antiberlusconismo “psicolabile”. Ad incoraggiarlo in questa direzione c’è innanzitutto il Capo dello Stato. Nel discorso di fine anno Giorgio Napolitano è apparso molto determinato e per nulla defilato. Egli ha detto chiaro e tondo che il Paese non è allo sbando e che il governo Berlusconi ha ben agito di fronte alla crisi economica con riferimenti positivi a misure di governo e all’azione di singoli ministri come la Gelmini a proposito della rivalutazione del “merito” nell’insegnamento.

 

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COMMENTI
11/01/2010 - IL DOPO BERLUSCONI (celestino ferraro)

Due scartine non fanno gioco, nemmeno violante (nel significato del participio). Senza Berlusconi sarebbero due levrieri randagi, non arriverebbero nemmeno a Canicattì. L'ideale sarebbe che si ritirassero a vita monastica: la contemplazione. Potrebbero anche ambire alla beatificazione. Non altro né oltre. CF