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SCENARIO/ Calderoli: con la Convenzione in un anno facciamo tutte le riforme

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Vedo due tipi di problemi. Il primo, di ordine politico, riguarda una parte dell’opposizione che, anche se in passato era stata favorevole al presidenzialismo, considera ancora oggi Berlusconi un’anomalia e potrebbe quindi tirarsi indietro. Il secondo, di ordine pratico, riguarda gli inevitabili intoppi che si generano quando degli organismi votano per modificare se stessi. Questo è un nodo di cui nessuno parla, ma è un problema serio e trasversale.

A tutto ciò si aggiunge il delicato tema della giustizia. Se il governo approverà leggi che l’opposizione riterrà “salva-premier” il dialogo non terminerà ancor prima di cominciare?


Non mi occupo di giustizia, sono però convinto che anche su questo argomento bisognerebbe operare all’interno di una riforma di sistema evitando provvedimenti che possono assumere l’aspetto di leggi “ad personam”. È proprio per questo che la bocciatura del Lodo Alfano ha reso il cammino delle riforme molto più complicato. Quando la maggioranza interverrà con leggi ordinarie che riguardano tutti i cittadini per avere processi dai tempi giusti e certi, come l’Europa ci richiede, spero che l’opposizione non blocchi il Paese con il pretesto di attaccare Berlusconi.

La Lega sembra tra le forze più preoccupate che il tavolo delle riforme non salti, soprattutto per non compromettere il lavoro sul federalismo fiscale. Su questa materia, qual è lo stato dell’arte e quali sono i vostri prossimi obiettivi?


L’approvazione del federalismo demaniale è un risultato molto importante perché porta nuova linfa al territorio in modo rapido e concreto. Non riguarda solo i beni immobiliari, ma, ad esempio, lo sfruttamento del demanio idrico e tutte quelle competenze che trasferite a livello del territorio rappresentano entrate certe, senza dover aumentare le tasse. Ora stiamo lavorando alle simulazioni sui costi standard, poi seguiranno i decreti legislativi che dovranno trovare un incrocio con la riforma fiscale generale, che ha molti principi già contenuti nella legge delega del federalismo fiscale. 

A proposito di fisco: Berlusconi chiede a Tremonti di poter ridurre la pressione fiscale, inviando un segnale in questo senso alle famiglie? È possibile secondo lei esaudire questo desiderio tenendo i conti in ordine?

Innanzitutto, il grande risultato di Tremonti, che molti non vedono, è rappresentato dal rimpatrio di 100 miliardi di euro dello scudo fiscale. Se poi si volessero fare interventi di qualche miliardo di euro non si favorirebbe la ripresa, sarebbe pura demagogia perché la gente non si accorgerebbe di nulla. Servono riforme di sistema e cifre diverse, che si potrebbero ottenere con la lotta all’evasione fiscale dal basso, con il coinvolgimento del territorio. Gli effetti positivi nel lungo periodo si ottengono con l’autonomia impositiva del territorio e la riforma del fisco.

Per quanto riguarda le elezioni regionali il centrodestra potrebbe scaricare l’Udc, come qualcuno propone, per rompere lo schema casiniano dei due forni?  



COMMENTI
11/01/2010 - Calderoli è sempre il solito. (Giuseppe Crippa)

Il Calderoli che esce da questa bella intervista di Carlo Melato sembra piuttosto lontano dal personaggio uso a galvanizzare i suoi fans con frasi ad effetto quali «Tettamanzi con il suo territorio non c'entra proprio nulla. Sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia. Perché non è mai intervenuto in difesa del crocifisso? Perché parla solo dei rom?». Ma a ben guardare non è così: come dice Sergio Rizzo, gli effetti del suo lavoro di semplificazione non si vedono; la Convenzione (triste nome che evoca Robespierre ed il martirio della Vandea) è farraginosa sin dalla composizione, il silenzio sulle politiche a favore della famiglia è eloquente, ed infine il consiglio di scaricare l’UdC - con un appello ai leader che decidono da monarchi assoluti - perché la destra difende la vita in tutte le sue fasi (chiedere a Fini…) mentre la sinistra no è quanto di più qualunquista ed interessato si possa dire: sarà perché su scala nazionale la Lega conta numericamente quanto l’UdC?

 
11/01/2010 - Perché meravigliarsi del solito gioco dell'oca! (giulio mancabelli)

Non occorre tanto meravigliarsi siamo immancabilmente al solito italico geniale, tradizionale ripristino del GIOCO dell’OCA, dichiarare di voler cambiare tutto per poi, gattopardescamente non cambiare mai niente! Quando serve ristrutturare alla radice sin dagli ingressi i meccanismi delle leggi elettorali per renderli completi ed iniettare effettiva virtuosa concorrenza anche nell’istituzionale attraverso un sistema completo che col SEMIALTERNO si propugna Quale concentrato di virtuosa semplicità l’idealtipo per ingenerare un virtuoso bipolarismo concorrenziale aperto quello che sempre latitata. Serve concorrenza per ingenerare efficaci competitive virtuose alternative politiche! Un dispositivo a meccanismo elettorale completo per voltare pagine ed abbandonare le parzialità ad ogni latitudine in dotazione riproduttrici d’incompiutezza sistemica:l’attuale mordente crisi recessiva ne è la palese dimostrazione della fallacia sistemica che manteniamo,ad ogni latitudine fatta da stantii modelli elettorali, frutto di statuizioni formalmente corrette e sempre più corruttibili ulteriormente dimostrato dalle cronache quotidiane e dalla crisi sempre più mordente!Bisogna abbandonare i modelli appartengono già superati del paternalismo discente e l’attuale “porcellum” compreso che riconferma l’incapacità gestionale d’accountability! Serve un dinamismo auto correttivo per automaticamente determinarne quel necessario passaggio dal “proporzionale al maggioritario” e/o viceversa allora..