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Politica

SCENARIO/ Calderoli: con la Convenzione in un anno facciamo tutte le riforme

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Per quanto riguarda la Calabria, c’è un problema di legalità e di segnali che la ‘ndrangheta ciclicamente manda allo Stato. A livello generale questi fatti dimostrano l’impossibilità dell’integrazione senza che l’immigrazione sia regolamentata attraverso, ad esempio, i tetti numerici previsti dalla Bossi-Fini. Non è accettabile che si chiuda un occhio sulla presenza di irregolari e che si tengano in condizioni di sfruttamento, a discapito di quelle persone, dei cittadini e dei lavoratori.

Nel governo sembrano esserci posizioni diverse: per quanto riguarda il ddl sulla cittadinanza portato avanti da Fini sarà scontro con la Lega?

Su questo tema concordo con Galli Della Loggia: la cittadinanza rappresenti l’ultimo stadio del processo, affrontando in termini inversi il problema le possibilità di integrazione diminuiscono.

(Carlo Melato)

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COMMENTI
11/01/2010 - Calderoli è sempre il solito. (Giuseppe Crippa)

Il Calderoli che esce da questa bella intervista di Carlo Melato sembra piuttosto lontano dal personaggio uso a galvanizzare i suoi fans con frasi ad effetto quali «Tettamanzi con il suo territorio non c'entra proprio nulla. Sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia. Perché non è mai intervenuto in difesa del crocifisso? Perché parla solo dei rom?». Ma a ben guardare non è così: come dice Sergio Rizzo, gli effetti del suo lavoro di semplificazione non si vedono; la Convenzione (triste nome che evoca Robespierre ed il martirio della Vandea) è farraginosa sin dalla composizione, il silenzio sulle politiche a favore della famiglia è eloquente, ed infine il consiglio di scaricare l’UdC - con un appello ai leader che decidono da monarchi assoluti - perché la destra difende la vita in tutte le sue fasi (chiedere a Fini…) mentre la sinistra no è quanto di più qualunquista ed interessato si possa dire: sarà perché su scala nazionale la Lega conta numericamente quanto l’UdC?

 
11/01/2010 - Perché meravigliarsi del solito gioco dell'oca! (giulio mancabelli)

Non occorre tanto meravigliarsi siamo immancabilmente al solito italico geniale, tradizionale ripristino del GIOCO dell’OCA, dichiarare di voler cambiare tutto per poi, gattopardescamente non cambiare mai niente! Quando serve ristrutturare alla radice sin dagli ingressi i meccanismi delle leggi elettorali per renderli completi ed iniettare effettiva virtuosa concorrenza anche nell’istituzionale attraverso un sistema completo che col SEMIALTERNO si propugna Quale concentrato di virtuosa semplicità l’idealtipo per ingenerare un virtuoso bipolarismo concorrenziale aperto quello che sempre latitata. Serve concorrenza per ingenerare efficaci competitive virtuose alternative politiche! Un dispositivo a meccanismo elettorale completo per voltare pagine ed abbandonare le parzialità ad ogni latitudine in dotazione riproduttrici d’incompiutezza sistemica:l’attuale mordente crisi recessiva ne è la palese dimostrazione della fallacia sistemica che manteniamo,ad ogni latitudine fatta da stantii modelli elettorali, frutto di statuizioni formalmente corrette e sempre più corruttibili ulteriormente dimostrato dalle cronache quotidiane e dalla crisi sempre più mordente!Bisogna abbandonare i modelli appartengono già superati del paternalismo discente e l’attuale “porcellum” compreso che riconferma l’incapacità gestionale d’accountability! Serve un dinamismo auto correttivo per automaticamente determinarne quel necessario passaggio dal “proporzionale al maggioritario” e/o viceversa allora..