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SCENARIO/ Folli: ecco cosa ci aspetta finito l'idillio Berlusconi-Bersani

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Il fantasma della scissione viene agitato solo perché c’è una battaglia in corso tra il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, e Gianfranco Fini. Non si può escludere niente, ma i due leader troveranno sicuramente un accordo sulla giustizia, le regionali e l’assetto del partito. Detto questo, non sarà un abbraccio a cancellare mesi di dissidi che hanno solide ragioni politiche e di prospettiva.

Per quanto riguarda le elezioni regionali il caso pugliese è il più delicato e interessante per le implicazioni politiche a livello nazionale che potrebbe avere. Riguardo all’alleanza dell’Udc con il centrosinistra si è parlato di “laboratorio politico” e di Casini come un possibile “nuovo Prodi”. Sono ipotesi credibili?


Parlare di “laboratorio politico” mi sembra francamente esagerato. L’Udc sta cercando di capitalizzare al massimo il suo peso specifico. Il fatto che il suo leader venga paragonato a Prodi è un argomento polemico per mettere in luce le sue ambiguità. Non penso però che sia questo il suo obiettivo, che rimane invece la fine del bipolarismo. Difficile dire se il suo piano riuscirà, certo che in uno scenario di questo tipo avrebbe tutte le carte in regola per giocare una partita da protagonista assoluto.

La base del suo partito secondo lei capirà la “tattica dei due forni”?
 
Penso di sì, a condizione che porti risultati politici agli elettori e potere ai quadri del partito. In questo caso Casini continuerà ad avere un seguito. L’alleanza con la sinistra non penso invece che sia considerata accettabile per il suo elettorato.

Il centrodestra, come ipotizzato da Calderoli, potrebbe scaricare l’Udc schiacciandolo a sinistra e impedendogli di attuare questa tattica spregiudicata?

Non credo, dove il Pdl ha interesse ad allearsi all’Udc lo farà, dove può vincere autonomamente potrebbe anche scegliere di non farlo. Sono valutazioni di utilità reciproca.

L'alleanza con Casini in Puglia e i malumori di Vendola e della minoranza interna hanno però evidenziato le grandi difficoltà di Pier Luigi Bersani alla guida del Pd. Come giudica il suo lavoro


COMMENTI
18/01/2010 - Cosa ci aspetta? (celestino ferraro)

Mi domanderei: ma perché mai avrebbe dovuto nascere un idillio fra due leader di opposti schieramenti? Se non si odiano certamente non si stimano (ideologicamente parlando), ma mi permetterei di credere che non si stimino nemmeno da gentiluomini. Ognuno faccia il suo mestiere. La maggioranza governi, l'opposizione contesti quando c'è da contestare. Non contestare per il piacere del peggio, al peggio siamo tutti coinvolti e non c'è Provvidenza che tenga che possa salvare Bersani e affogare Berlusconi. CF