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Politica

ULTIMATUM/ Violante: Berlusconi faccia un passo indietro o si va a referendum

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L’intento di sottrarre alla temperie dei conflitti politici quotidiani il processo riformatore è positivo, ma non so francamente quanto la proposta possa risolvere il problema: da quello che capisco ne farebbero parte i membri delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato e quindi è evidente che la temperie si introdurrebbe anche in quest’organo. Che può funzionare se è completamente separato e distinto dal Parlamento, presenta i suoi progetti e li modifica sulla base degli indirizzi del Parlamento. Ma il Parlamento non ha mai apprezzato l’elaborazione fatta da soggetti esterni. E non sarebbe l’unico nodo da sciogliere.

 

Quali altri problemi ci sarebbero?

 

La mia preoccupazione è che se si fa un’operazione così, il processo di riforma si estenda eccessivamente, mentre credo che debba valere un principio del minimo e non del possibile costituzionale. Un esempio del minimo costituzionale è la bozza che porta il mio nome, l’esempio del possibile costituzionale è la riforma che fece il centrodestra nella XIV legislatura.

 

Riforma poi bocciata dal referendum.

 

Infatti. Sono convinto che occorra tenersi sull’asse del minimo costituzionale, perché le Costituzioni sono documenti essenziali. Se diventano codici, non funzionano più.

 

Il suo auspicio?

 

Che si mettano da parte queste rincorse affannose di proposte, emendamenti che cambiano tutto, processi brevi, impedimenti, e si faccia un discorso serio e ragionevole sulle riforme costituzionali che servono al paese. In tal caso Berlusconi ci trova perfettamente disponibili.

 

(Federico Ferraù)

 

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