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Politica

ANTICIPAZIONE TEMPI/ Le riforme al varo dopo le regionali. Allora o mai più

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Il fatto che il guardasigilli Angelino Alfano abbia annunciato che il governo vuole accelerare i tempi della riforma costituzionale sulla giustizia e, parallelamente, proseguire l’iter delle leggi ordinarie del processo breve e del legittimo impedimento, non piace a Morando. «Chiedo: chi ci difenderà dal referendum che verrà certamente promosso? Ricordo a tutti che non c’è il problema del quorum. Quindi avremo nel 2010 un referendum su Berlusconi. Ne usciremo a pezzi».

 

«E' davvero l’ora delle riforme costituzionali», spiega a Tempi il sociologo Luca Diotallevi che spera in una politica che sia finalmente capace di «cambiare il cappotto della costituzione al bambino italiano che è ormai cresciuto e non è più lo stesso del ’48. Un cappotto che ha funzionato benissimo fino a metà degli anni Settanta. Da allora diciamo che dobbiamo cambiarlo, perché non lo facciamo?».

 

Secondo Diotallevi, «lo ha chiesto il capo dello Stato, ma anche gli uomini di Chiesa lo hanno più volte ribadito. Certo, c’è una parte del ceto politico che si oppone a una revisione della Costituzione perché trae rendite importanti dall’attuale situazione politica. È una posizione legittima, tuttavia tali interessi sono contrari a quelli del Paese che ormai merita una democrazia che funzioni». Così la pensa anche il costituzionalista Luca Antonini secondo cui «viviamo in un paese che è in sofferenza da un punto di vista istituzionale. Il bicameralismo come quello italiano non esiste più in nessun paese al mondo».

 

La Lega Nord ha proposto di affrontare i temi delle riforme costituzionali attraverso un organismo super partes, una convenzione, e anche Antonini è favorevole a una “convenzione aperta al pluralismo”: «Serve un organismo che coinvolga le autonomie territoriali perché ci dobbiamo muovere dentro un contesto di tipo federale che dà maggior peso nazionale agli enti locali». Antonini spera in una convenzione che avvii un processo «condiviso, non di parte», che lavori «sulla seconda parte della Costituzione che è più urgente da aggiornare rispetto alla prima».

 

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