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ANTICIPAZIONE TEMPI/ Le riforme al varo dopo le regionali. Allora o mai più

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MERITI E DEMERITI DEL PREMIER - Che i prossimi mesi aprano a una stagione «riformatrice dalla A alla Z» è un’eventualità in cui crede Morando, «anche se le parole di Alfano e l’idea del Pdl di proseguire sul processo breve e sul legittimo impedimento non sono di buon auspicio. Non si può procedere solo sull’immunità della proposta Chiaramonte-Compagna e glissare sul resto». Si ritorna alla casella di partenza, insomma. Al problema della giustizia, come se questo, da una parte e dall’altra, fosse la conditio sine qua non si possano o non possano aprire stagioni di dialogo.

 

«Ma anche il dialogo – annota Diotallevi – non deve diventare una scusa. Il paese ha urgenza di cambiare forma di governo con l’elezione diretta del capo dell’esecutivo, di distinguere tra pm e giudici, di migliorare la pubblica amministrazione. I numeri ci sono, serve coraggio». In questo senso «Berlusconi ha il massimo del merito perché ha il coraggio di porre i problemi, ma anche il massimo del demerito perché forse non fa tutto quello che dovrebbe. Berlusconi deve cogliere le possibilità che questa particolare contingenza storica gli fornisce e poiché può, deve».

 

Il fatto che il Pd attraversi un periodo d’affanno «è un’occasione per il premier per fare quelle riforme che lo proietterebbero nella storia, ma anche una disdetta perché, anche se vi rinunciasse, sarebbe comunque certo di continuare a governare per mancanza d’alternativa». Quindi, spiega il sociologo, bando a facili scorciatoie e alla ricerca di un largo consenso «che, se c’è, è meglio. Tuttavia non essere soddisfatti di avere la maggioranza del pase significa non portare rispetto agli elettori che ti hanno scelto. Non si ha solo il diritto, ma anche il dovere di governare».

 

(Emanuele Boffi)



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