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Politica

J'ACCUSE/ Mannino: assolto dopo 16 anni di falsità, questa è la giustizia italiana

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Il limite temporale non è da ripensare, ma da applicare, visto che è già stabilito dalla legge, ma non viene rispettato per il semplice motivo che il pentito viene portato a passeggio da una procura all’altra. In questo modo, trascorsi i 6 mesi, il pentito viene spostato e si ricomincia sempre da capo. È evidente che in questo modo non può funzionare.

Prima sottolineava la necessità di un intervento riformatore di sistema. Qual è la sua opinione sulle proposte di cui si è parlato in questi tempi sulla scia dei discorsi sul dialogo e sulle riforme condivise?

Posso anche condividere le singole proposte, come il processo breve o il legittimo impedimento, ma il problema è la disciplina con la quale si opera. Non ha senso stabilire un’immunità ad personam, così come non è pensabile un processo breve al di fuori di una disciplina più organica del processo. Tant’è che il processo breve così come prevede l’attuale disciplina nelle mani dei pubblici ministeri può diventare uno strumento micidiale di condanna. Non si può introdurre questo istituto senza il ripensamento di alcuni articoli del codice di procedura penale, che era stato introdotto per arrivare al processo accusatorio, che in Italia però non c’è ancora.

Come si ridefinisce perciò il pilastro dell’accusa?

Faccio degli esempi: la formulazione del capo d’accusa. Un sostituto può contestare per fatti analoghi l’illecito finanziamento a un cittadino e la corruzione a un altro cittadino. Come ci assicuriamo che fatti analoghi vengano apprezzati, valutati e quindi qualificati nell’azione penale, in modo uniforme? Esiste poi il problema della rivalutazione della funzione del gip, che deve conquistare tutta la sua terzietà per non essere ridotto a un anello della “catena di montaggio”. In alcuni casi purtroppo è così, mentre in altri, alcuni gip e alcuni gup dimostrano di avere una capacità autonoma di giudizio. Sulla stessa detenzione, infine, i casi di abuso sono arcinoti.

A livello politico c’è a suo parere lo spazio per giungere, anche sulla base di queste sue valutazioni, a riforme condivise 


COMMENTI
19/01/2010 - Perchè Craxi ,"vittima"?(Michele Liberio) (Michele Liberio)

Si è parlato tanto di questo politico e anche di quegli anni che hanno contrassegnato la vita politica italiana. C'è però una cosa che non capisco (e mi piacerebbe essere aiutato a capire): mi piacerebbe capire da quella gente (e anche da giuseppe pianori) perchè si cerca di far vedere Craxi come un "caprio espiatorio" o una "vittima"(nulla togliendo che lui era un uomo come tutti, non privo di errori) e facendo fatica ad ammettere che avrebbe avuto una parte nel grande contesto di tangentopoli(insieme ad altri politici)? Mi piacerebbe capire solo questo (per ora).. Grazie