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SENATO/ Via libera al processo breve. Scoppia la bagarre

PROCESSO BREVE - SCOPPIA LA BAGARRE IN SENATO: Il Senato dà il via libera alla legge sul cosiddetto "processo breve", con  163 voti a favore, 130 contro e con 2 astenuti. Il testo passerà ora al vaglio della Camera

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PROCESSO BREVE - SCOPPIA LA BAGARRE IN SENATO: Il Senato dà il via libera alla legge sul cosiddetto "processo breve", con  163 voti a favore, 130 contro e con 2 astenuti. Il testo del processo breve passerà ora al vaglio della Camera.
«Fermatevi finchè siete in tempo» aveva sottolineato capogruppo Udc D'Alia, durante le dichiarazioni di voto iniziate alle 12. «Sul processo beve restano in piedi incongruenze e storture - ha sottolineato il senatore centrista - come possiamo votare questa amnistia? Noi voteremo contro».
Più pesanti le dichiarazioni dell'Idv: «Forse un giorno chiederete scusa ai cittadini - ha detto poi Luigi Li Gotti  - ma sarà troppo tardi».  Secondo la capogruppo Pd, Anna Finocchiaro: «Con il processo breve decretate la fine di migliaia di processi penali e quindi ci sarà una denegata giustizia per migliaia di cittadini».
Le risposte dalle file della maggioranza non si sono fatte attendere: Federico Bricolo, Lega Nord, ha fatto notare come le norme in discussione sul processo breve erano in realtà sostenute dal centrosinistra prima che si scoprisse che erano applicabili anche a uno dei processi che riguardano Berlusconi. «Ma è davvero breve questo processo - ha dichiarato Gasparri - se alcuni processi possono arrivare fino a 15 anni?
Enrico Musso, del Pdl, è una delle poche voci stonate della maggioranza: «La maggioranza ha sbagliato a non ammettere pubblicamente che c'erano due obiettivi: quello della ragionevole durata del processo e quello che è diventato una specie di agenda nascosta, e cioè la tutela del presidente del Consiglio».
Prima e dopo il voto si è registrata anche qualche intemperanza tra i banchi dei senatori, con l'esposizione di cartelli da parte dell'Italia dei Valori "morte della giustizia". Il senatore del Pdl Domenico Gramazio, il quale ha addirittura lanciato il fascicolo degli emendamenti alla volta del gruppo Idv, colpendo il collega Alfonso Mascitelli.
Fuori da Palazzo Madama presente un presidio viola del No-B-Day contro il processo breve.