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Politica

SCENARIO/ Giuliano Amato: la “sindrome” di Craxi rischia di contagiare Berlusconi

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Lo potrà fare, però finora c’è solamente una legge delega coerente con i buoni propositi e con le buone aspettative nei confronti di questo sistema di decentramento delle responsabilità. Finché non vediamo i decreti attuativi, i buoni propositi restano tali. In un sistema fondato sui principi del federalismo fiscale, dice la legge, l’interesse nazionale si tutela attraverso i meccanismi perequativi, la fissazione dei livelli essenziali delle prestazioni, la determinazione dei costi standard che garantiscono un uso responsabile delle risorse. O no?

 

Perché dice questo?

 

Per farle vedere come l’interesse nazionale possa infilarsi come un’anguilla all’interno del sistema di governo locale. Le faccio un esempio eloquente. Il governo fa la social card, le regioni giustamente notano che in questo modo la competenza sull’assistenza sociale - che è regionale - è completamente bypassata, la Corte costituzionale – ed è una sentenza di pochi giorni fa - dice che va bene così perché davanti ad un’emergenza economica lo stato fa quello che ritiene giusto fare sulla base dei principi generali della Costituzione. Uno potrebbe dire addio federalismo.

 

A più di quindici anni da Tangentopoli il conflitto tra politica e giustizia condiziona in modo grave la vita istituzionale del paese. Cosa pensa delle polemiche sulla figura di Craxi?

 

Tutto ciò che in queste settimane è stato detto e scritto in occasione del decennale della morte di Craxi riflette larghissima parte della polemica attuale sulla giustizia, e quindi più che essere un decennale, questo è stato l’ingrediente in più di una polemica in corso. Vuol dire che sul tema della giustizia non si è posata la polvere necessaria perché se ne ragioni pacatamente. A impedirlo oggi sono le vicende giudiziarie del presidente del Consiglio.

 

Si uscirà da questo groviglio o gli attori dell’una e dell’altra parte non ne saranno capaci?

 

Non lo chieda a me, perché non sono tra gli attori. Da spettatore la mia risposta è un disarmato “non so”.

 

Lei ha scritto in un suo recente intervento sul Sole 24 Ore che «siamo il paese del Gattopardo» e che questo condiziona tutto quello che facciamo.

 

Sì, perché prima di essere approvate dal Parlamento, le riforme devono essere fortemente sentite e volute da coloro che poi le dovranno applicare.

 

Possiamo almeno sperare in un cambiamento generazionale?

 

Ne sono convinto. Ma occorre vigilare, perché troppo spesso questa è solo la speranza con cui finiscono i libri e i film, cioè con il sorriso di un bambino. Quando si svolgevano le vicende del Gattopardo, i gattopardi di oggi non erano ancora nati, quindi sono anch’essi stati bambini.

 

(Federico Ferraù)

 

 

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COMMENTI
30/01/2010 - Nel rispetto della persona, la critica politica. (Pasquale Incoronato)

Non capisco come si possa chiedere ad un politico come Giuliano Amato di rinnegare una posizione politica solo per onorare una ricorrenza funebre. Se lo si critica, si citino fatti storici e posizioni chiare da cui poter comprendere le critiche fatte. In politica NON deve esistere un sentimento di riconoscenza per le posizioni occupate, ma solo la responsabilità e la coerenza di pensiero e d'azione. Il resto è solo ipocrisia.

 
21/01/2010 - Forse è arrivata l'ora (Luca Cantatore)

Forse è arrivata l'ora, dopo la lettere del Presidente della Repubblica, la commemorazione in Senato e i tanti altri interventi di questi giorni, che Giuliano Amato dica qualcosa anche lui in ricordo dell'uomo a cui deve tutto della sua carriera politica; forse è ora che chieda scusa per il modo fulmineo e definitivo con cui all'epoca del crollo gli voltò le spalle quasi fingendo di non conoscerlo, certamente dimenticando di essere stato uno dei socialisti a lui più vicino e di averne condiviso le scelte politiche più importanti; forse è giunta l'ora di fermarsi a riflettere sulla sua condotta, sul suo silenzio che è stato, per certi versi, più pesante degli insulti gridati da altri. Di S. Pietro sappiamo che solamente qualche istante dopo averLo rinnegato fu preso dal rimorso, di Giuliano stiamo ancora aspettando.