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SCENARIO/ Polito: l’anti-Berlusconi sarà Montezemolo

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Cinque anni fa stravinse le regionali anche perché il governo Berlusconi attraversava il suo momento più difficile. Il centrosinistra probabilmente perderà molte regioni, dovrà perciò cercare di mantenere il vantaggio sul Pdl e soprattutto di vincere alcune battaglie al di fuori del "quadrilatero appenninico" (Umbria, Emilia-Romagna, Toscana e Marche): Piemonte, Liguria e almeno una regione meridionale tra Puglia e Calabria.

Il progetto dell’Udc di mettere in crisi il bipolarismo sta funzionando?


Anche in questo caso dipenderà dal risultato: se vincesse ovunque e dimostrasse di essere decisivo il suo ruolo si rafforzerebbe molto. Dovrà però dimostrare di essere veramente l’ago della bilancia sui terreni più caldi, con la Polverini (Pdl) nel Lazio e con il centrosinistra in Piemonte e Puglia.

Proprio l’atteggiamento da avere nei confronti di Casini sta creando un certo dibattito nel centrodestra tra Berlusconi e Fini. Tra loro sembrano esserci ancora numerosi dissidi, tanto che ogni tanto si torna a parlare addirittura della possibilità di una scissione dopo le regionali. Lei cosa ne pensa?

I rapporti tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Camera sembrano sempre fermi in uno stato di freddezza personale e di notevole diversità di vedute a livello programmatico e di prospettive politiche. L’ipotesi di una scissione è possibile, anche se non ancora decisa. I risultati determineranno i nuovi assetti. Sarà interessante osservare i risultati della vecchia An, soprattutto nel Lazio. Il centrodestra ha comunque la necessità di dimostrare che il consenso è ancora dalla sua parte e proverà a strappare agli avversari più regioni possibili.

Chiusa la parentesi delle elezioni, quale sarà l’agenda politica di governo? E’ possibile aspettarsi entro la fine della legislatura la diminuzione della pressione fiscale, spesso promessa e poi rimandata?


Nel 2013 è prevista una vera e propria riforma delle tasse come ultima mossa prima della fine della legislatura. Questo sembra essere l’impegno del governo, anche se non credo che le condizioni del deficit pubblico lo permetteranno, soprattutto per quanto riguarda l'intervento sull’Irpef.

Da ultimo, quali protagonisti della scena politica sono più attivi in un’ottica post-berlusconiana?

 

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