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SCENARIO/ Puglia, un voto pro o contro D’Alema che decide il futuro del Pd

Pubblicazione:venerdì 22 gennaio 2010

Vendola_DAlemaR375.jpg (Foto)



Se uscisse seppure in extremis vincitore (anche se i vincitori e gli sconfitti veri li conosceremo solo dopo le elezioni regionali di fine marzo), non vorrebbe dire solo che la posizione in Puglia del già “deputato di Gallipoli” resta fortissima, ma anche che l’intesa (pugliese e nazionale) con Casini ha superato la prima, durissima prova del fuoco, e, Casini permettendo, potrebbe avere anche un futuro: addio “vocazione maggioritaria”, addio autosufficienza di veltroniana memoria, avanti con la strategia delle alleanze e la politica di coalizione.

Se uscisse sconfitto, sarebbe un disastro. Non solo pugliese, ma nazionale. La prova che il politico che si vanta di “non aver mai perso un’elezione” (dimenticando le regionali del 2000, il cui esito disastroso per il centrosinistra lo indusse a dimettersi da presidente del Consiglio) non riesce più a vincere nemmeno a casa sua, nonostante alla guida del partito ci sia un uomo storicamente a lui vicino come Pier Luigi Bersani.

La testimonianza che la maggioranza dell’elettorato attivo del Pd, quello che partecipa alle primarie, forse non è avverso in via di principio alla prospettiva di un allargamento delle alleanze, ma in ogni caso non è disposto a perseguirla a qualsiasi condizione. E la conferma che il Pd fatica oltremodo (ancora una volta: non solo in Puglia) a trovare un baricentro politico, un’identità, una rotta. Senza i quali una politica di alleanze è molto difficile. Per non dire impossibile.



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COMMENTI
22/01/2010 - Ma di che cosa parliamo? (Francesco Giuseppe Pianori)

Scusi, dott. Franchi, si rende conto di dire una cosa ed il suo contrario nello stesso articolo? Tesi: "Di non conoscere l’abc di quella politica di cui, invece, D’Alema è a giudizio pressoché universale il professionista per eccellenza". Antitesi: "E la conferma che il Pd fatica oltremodo (ancora una volta: non solo in Puglia) a trovare un baricentro politico, un’identità, una rotta. Senza i quali una politica di alleanze è molto difficile. Per non dire impossibile". E D'Alema "sarebbe il professionista per eccellenza della politica"? Il PCI-PD di D'Alema è continuamente crollato e si è tenuto in piedi nelle Regioni Rosse solo per la capacità di propaganda, egemonia economica e ricatti di cui la storia dei Partiti comunisti di ogni dove è piena. D'Alema non ha mai perso elezioni perché si è mosso furbamente nell'ombra facendo ricadere su altri le sue "invenzioni politiche". Caro Dottore, D'Alema è solamente furbo nel far credere di essere quello che non è e non è mai stato! D'Alema sa vendere se stesso e nulla più e se la politica delle alleanze con Casini dovesse andare a buon fine vuol dire solo che le "ruberie" rosse si allargherebbero a Regioni che ne sono ancora esenti. D'Alema, molto banalmente, sta cercando di riuscire nel giochetto già fallito con Prodi: catturare ingenui voti cattolici a fini personali di partito. Per spartirsi la torta "bruciatasi" con Prodi. D'Alema "professionista per eccellenza della politica? Ma di chi stiamo parlando?