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PRIMARIE PUGLIA/ Vendola boccia Bersani e l'alleanza con Casini. Il Pd si spacca...

lunedì 25 gennaio 2010

Vince Nichi Vendola, il governatore in carica ha prevalso anche questa volta. Risultato atteso, annunciato da giorni. Ne erano a conoscenza anche i capi del Pd, calati nel tacco d’Italia a sostenere il loro candidato Francesco Boccia, lo stesso che cinque anni fa aveva ceduto il passo nelle medesime condizioni: sconfitto sempre alle primarie (allora il partito si chiamava Ds) e sempre da Nichi Vendola (che allora rappresentava Rifondazione comunista e oggi è portabandiera di Sinistra Ecologia Libertà).

 

Rispetto a cinque anni fa, dunque, cambiano i nomi dei partiti ma non le facce e neppure la sostanza: vince il candidato lontano dall’apparato, l’outsider, quello che sa comunicare meglio, stavolta favorito dal fatto di aver governato cinque anni e quindi dall’aver stretto rapporti e consolidato la propria fama. Con Boccia il grande sconfitto si chiama Massimo D’Alema, il quale ha lottato fino all’ultimo per impedire il bis di Vendola, consapevole che i commentatori avrebbero interpretato le primarie come un referendum pro o contro di lui.

 

Onore a D’Alema per essersi speso come un deputato qualunque, e non come un ex presidente del Consiglio che ha sfiorato la nomina ad Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, per una competizione elettorale di scarso rango. E assieme a D’Alema, viene bocciata anche la strategia dell’alleanza con l’Udc alle regionali. Casini infatti aveva detto sì all’accordo se avesse vinto il giovane candidato riformista, non l’ex delfino di Fausto Bertinotti. Così non è stato. I centristi dunque non voteranno centrosinistra a marzo, che - ricordiamo - è l’appuntamento che conta davvero.


Il successo di Vendola potrebbe perciò trasformarsi in una vittoria di Pirro. Il governatore prevale nella competizione interna alla sinistra, ma potrebbe perdere colpi in quella con il centrodestra, sempre a patto che il Pdl scelga un nome «vero» da contrapporgli e non (come si vocifera) un giornalista indubbiamente bravo ma digiuno di politica come il mezzobusto Rai Attilio Romita.


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