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SCENARIO/ Il berlusconismo rosso che ha sconfitto il Pd di Bersani

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Non sono convinto che sarà una debacle. Manterrà le regioni rosse, puntando anche a Marche e Liguria. Dopodiché la battaglia si giocherà nelle regioni chiave: Piemonte, Puglia e Lazio.
Se il Lazio è dato per perso in Puglia potrebbe farcela perché Rocco Palese non è il miglior candidato per il Pdl. In Piemonte poi la sfida è aperta.
Dopo il 29 marzo, comunque, oltre al conto delle regioni sarà bene valutare l’avanzamento o l’arretramento rispetto agli alleati. 

Il cosiddetto “laboratorio” è da considerarsi fallito?


Dipenderà dall’Udc e dalle prossime scelte di Casini. Quel modello di centrosinistra allargato a guida riformista per ora non ha visto la luce e il modello opposto che è passato in Puglia è difficilmente esportabile a livello nazionale.

Il voto di ieri può anche essere letto come una riaffermazione del bipolarismo e il rifiuto delle alleanze variabili del partito di Casini?


Sicuramente è un voto che rinforza il bipolarismo polarizzato, in cui i popoli si separano e non dialogano. Probabilmente però il Paese ha bisogno di un bipolarismo diverso, più mite, nel quale ci sia scambio e confronto.

A proposito di confronto, ieri il card. Angelo Bagnasco ha lanciato un appello affinché la politica centri l'obiettivo delle riforme e ha auspicato il suo "disarmo". Archiviate le regionali la politica secondo lei saprà rispondere positivamente a questo invito?


L'appello del Cardinale è molto opportuno e cade in un momento delicato. È un appello alla smilitarizzazione per mettere fine alla contrapposizione frontale che, come abbiamo visto, può sfociare in episodi sgradevoli. Ed è anche un richiamo concreto alla responsabilità della politica affinché  abbandoni le risse intestine e si concentri sulle riforme.
La classe politica deve decidere se seguire appelli come questo e come quello di Napolitano. A noi non resta che alimentare le forze morali che lavorano in questo senso, non abbandonando mai la speranza che questo accada.

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COMMENTI
26/01/2010 - Che peccato! (Francesco Giuseppe Pianori)

Un vero peccato. Anche Peppino Calderola non è capace di uscire dagli schemi triti e comodi del PCI vecchia maniera, quando tutto quello che non era detto dal Partito non valeva nulla. D'Alema non è mai stato un politico di razza ed è uno stalinista a tutto campo. La sua tattica e la sua strategia ricalca pari pari i vecchi metodi comunisti. Alleanze con gli "utili idioti" fino a che servono, apparato di partito e compagni da mandare al massacro pur di sopravvivere. I tempi non sono più quelli. Perché ha successo a destra e a sinistra chi si pone come leader? Semplice: la gente non ha più voglia di discorsi o di analisi corrette, vuole gente che si tira su le maniche in prima persona e sa rischiare. Gli apparatnicki hanno fatto il loro tempo. Non se ne può più nemmeno in Emilia-Romagna! Se D'Alema vuole conquistare il potere non ha che un mezzo: uccidere Berlusconi. Ci sta pensando da tempo, ma non vuole sporcarsi le mani: ecco perché manda avanti i fedelissimi nella Magistratura. D'Alema perde perché è un uomo vile, un omminicchio, come si dice al Sud. Altro che "politico di razza"! Forse è lui il miglior alleato di Berlusconi: è stato capace di uccidere il partito di Berlinguer senza sparare un colpo! Povero D'Alema: non ne indovina una.

 
26/01/2010 - TESTE PENSANTI (VINCENZO FEDELE)

Le teste pensanti sono sempre una risorsa. Anche se sono state direttori dell'Unità. Una analisi lucida e corretta. Una sola considerazione: il commento all'appello del cardinale che, oltre all'argoment di cui alla domanda specifica, ha detto anche altre cose molto più pregnanti. Com'è che quando si parla di temi etici, invisi alla sinistra in genere ed a quella radicale in particolare, ci sono lamenti e "stridor di denti", quasi fosse un qualcosa di avulso dal magistero della Chiesa. Parlo di argomenti molto lontani dalla dottrina cristiana quali l'aborto, la procreazione assistita, il fine vita, il matrimonio gay ed altri analoghi in cui la Chiesa dovrebbe tacere. Altri argomenti, che più politici non potrei immaginare, quali quelli toccati dal Cardinale sui quali, giustamente, ha esposto il pensiero della Chiesa, si discute pacatamente, dicendosi compiaciuti dell'intervento. La libertà di parola è vigilata? Si può intervenire e dire la propria solo sui temi sui quali "lor signori" danno il placet ? Meditate gente, meditate ......