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SCENARIO/ Caro Berlusconi, il processo breve è ingiusto e non conviene

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Per i reati citati a titolo di esempio, nella prassi giudiziaria è difficile che le pene irrogate in via definitiva, o comunque da scontare in concreto, superino la soglia dei tre anni (limite entro il quale nel nostro Paese si può evitare la detenzione in carcere); ciò che veramente conta come deterrente, soprattutto per la tipologia di detti reati, è il fatto della condanna penale, perché essa rappresenta un ostacolo per poter rivestire incarichi e ruoli negli organi direttivi delle banche o degli enti pubblici, per poter partecipare ad appalti pubblici, perché incide sul rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti e, in generale, perché toglie l’incensuratezza ed espone il condannato a pene più significative e da scontare effettivamente, in caso di reiterazione dei reati, nei successivi processi.


L’estinzione prevista dalla norma transitoria, pertanto, significa garantire l’impunità ad una moltitudine di soggetti che è sotto processo per reati gravi, restituendoli incensurati alla collettività. Nessun provvedimento di clemenza è mai stato così scriteriatamente generoso: si pensi che l’ultima amnistia del 1990 (in occasione dell’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale), come quelle precedenti del resto, non sono mai state previste per reati al di sopra dei quattro anni di pena massima.


Il provvedimento di amnistia, che produce i medesimi effetti della norma in discussione, peraltro, proprio per la delicatezza delle sue conseguenze è previsto che venga approvato dalla maggioranza qualificata dei due terzi del Parlamento: il limite dei quattro anni, sempre rispettato, evidenzia l'intento condiviso e responsabile di escludere tutta una serie di categorie di reati più gravi, tra cui quelli descritti. Nel nostro caso si arriva addirittura alla soglia dei dieci anni di pena edittale massima.

 

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COMMENTI
20/03/2010 - Articolo (Maria Cristina Berra)

Caro Collega, non mi piace il tono che si permette di usare contro il comune Presidente del Consiglio, non mi piace la saetta che lancia in chiusura, non mi piacciono la solita critica e il solito (pre) giudizio e le solite insinuazioni nei confronti del Presidente del Consiglio scagliati dall'alto. Non mi piace proprio questa licenza di rivolgersi al Presidente del Consiglio come fosse un amichetto di cui poter sparlare a piacimento insinuando sempre la mala fede. In sostanza poteva risparmiare al lettore la sua insinuazione finale dato che francamente non se ne può più dei soliti ritriti luoghi comuni che spesso e volentieri in un attimo sprofondano nell'offesa gratuita. E che ovviamente sono totalmente inutili. Ho scoperto il suo articolo per caso, navigando nel sito della laf, perchè STAVO valutando di associarmi. Io stimo e voglio imparare un atteggiamento umano costruttivo e umile. La redazione non pubblicherà il mio commento perchè ritenuto 'inopportuno'?