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SCENARIO/ Paragone: così Di Pietro pigliatutto mette ko Bersani

Pubblicazione:giovedì 28 gennaio 2010

BersaniDiPietro_R375.jpg (Foto)



Non credo proprio perché è un rapporto sbilanciato: Berlusconi, a differenza di Prodi, ha vinto, ha perso, ma non è mai scomparso. Il Professore giustamente rivendica il fatto di essere l’unico che è riuscito a batterlo, ma non deve dimenticarsi di non essere mai durato e di aver sempre ricoperto un ruolo di grande debolezza strutturale. Potrebbe anche riemergere, ma non credo che accadrà.
Proprio perché, purtroppo, non vedo due poli in grado di fronteggiarsi alla pari mi risulta difficile capire la logica dell’Udc che prova a fare l’ago della bilancia. La tattica dei due forni è difficile se uno dei due è spento.

Le alleanze a macchia di leopardo di Casini per smantellare il bipolarismo non stanno quindi funzionando?


Il bipartitismo è fallito perché nel centrosinistra Veltroni non ha portato a termine il suo progetto, nel centrodestra invece sono rimasti ancorati a quell’idea. Davanti a questo squilibrio Casini rivendica una posizione terza, ma occorre realismo: senza incarichi non si controlla il territorio e se si sbagliano le alleanze non si ottengono gli incarichi. A proposito di alleanze poi risulta difficile capire perchè Vendola non va bene e la Bresso sì. In fondo il Governatore della Puglia non ha detto a Beppino Englaro di portare a morire la propria figlia nelle sue strutture. Queste scelte secondo me si capiscono solo alla luce di un altro tipo di logica.

Quale?


Casini ha ormai sposato l’antileghismo, forse perché l’antiberlusconismo è già abbastanza presidiato. Il leader dell’Udc non ha però capito che c’è un voto cattolico al Nord che si fida dei leghisti, al di là delle sparate di colore. Secondo me sbaglia a cadere negli stereotipi, in questo modo ne risente la sua visione politica unitaria. Uno con la sua storia e la sua tradizione dovrebbe tornare a parlare a tutto il Paese e a ragionare in verticale.

L’elezione di Vendola ha compromesso il laboratorio politico Pd-Udc e ha rinforzato l’asse Pd-Idv che Bersani avrebbe teoricamente provato a mettere in discussione…


Bersani non ha avuto il coraggio di affrontare una campagna elettorale avendo contro Di Pietro, che gli contende il tema della “superiorità morale”. Questo è un vero e proprio complesso di cui il centrosinistra non riesce a liberarsi e che porta poi alle dimissioni, secondo me sbagliate, del sindaco di Bologna Delbono. Questa alleanza comunque ha un solo nome: antiberlusconismo e permetterà ancora una volta a Di Pietro di rubare voti al Pd e alla sinistra radicale.

Nel Pdl invece le divisioni tra Fini e Berlusconi sono davvero archiviate?


 

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