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SCENARIO/ Paragone: così Di Pietro pigliatutto mette ko Bersani

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Con gli accordi non si archiviano le divisioni. Fini combatte la sua battaglia, cosciente del fatto che è minoritaria nel partito. Il suo errore non è quello di portare avanti un disegno legittimo, ma è quello di non rispettare i rapporti di forza. Il fatto di essere l’ex leader di An, cofondatore del Pdl e Presidente della Camera non gli deve servire come arma in più per portare avanti le sue idee.

La maggioranza ha bisogno di un successo alle regionali e di una conferma di consenso da parte del Paese. Dove e quanto rischia in questa tornata elettorale?

Il fatto che Berlusconi non sia del tutto convinto di alcune candidature è il segno che forse non è così “padrone e monarca” del suo partito, come si usa spesso dire. Significa che lascia decidere e lascia anche sbagliare. In Puglia ad esempio farebbe bene a ripensare alle ultime scelte. Senza carisma è difficile battere Vendola, anche se Palese è stato senz’altro un buon oppositore. Un’altra regione chiave è poi il Lazio con la candidatura simbolica della Polverini, mentre al Nord la Lega è attesa da un test importante. Il suo successo potrebbe portarci verso una Lega federata al Pdl sul modello di Csu-Cdu in Germania.

Se il Veneto e la Lombardia sembrano fermamente nelle mani del centrodestra il Piemonte è a rischio?

Il Piemonte era comunque una regione a rischio, particolare, composita, con due anime e due  orientamenti politici consolidati. Non ho visto candidature possibili migliori di quella di Cota. Arriva un momento nel quale la freschezza di un candidato può superare la tradizione. Forse questo momento è arrivato.

Archiviate le regionali si potrà tornare secondo lei alle riforme condivise?


La vittoria di Berlusconi alle ultime elezioni politiche aveva dato un mandato popolare chiaro al governo e faceva sperare in una legislatura costituente di stampo riformatore. Si sta rischiando di perdere questa occasione inseguendo magistrati, fotografi, gossip… Così la politica muore. Occorre che la politica torni a fare la politica e che il governo faccia le riforme che aveva promesso in campagna elettorale, a cominciare da quella della giustizia, che oggi non funziona.
Per quanto riguarda le riforme condivise, maggioranza e opposizione dovrebbero ritirarsi come fa una corte prima di pronunciare il verdetto, concentrandosi sulle carte e non sui giornali. Altrimenti perdiamo un’altra legislatura inseguendo la cronaca giorno per giorno.

(Carlo Melato)



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