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WELFARE/ Le quattro priorità per l'Italia dopo la “lezione britannica”

Pubblicazione:sabato 30 gennaio 2010

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Nel 2006 il governo inglese ha avviato un percorso di riforma dei servizi pubblici e di welfare (istruzione, sanità, assistenza, sicurezza, ecc.). Come sempre più spesso accade negli ultimi anni, in diversi paesi europei, questo percorso è stato preceduto dalla discussione, anche pubblica, a partire da un documento contenente i principi guida della riforma.

Ad alcuni mesi dal Libro bianco sul welfare diffuso dal governo italiano, un’analisi ai contenuti del Discussion Paper inglese può suggerire alcuni spunti innovativi per una riflessione più compiuta sui cambiamenti necessari nel settore, anche nel nostro Paese.

 

La tesi principale del gruppo di lavoro (Public Service Reform Team) è che la riforma dei servizi di welfare debba fondarsi su una pluralità di interventi, tutti finalizzati ad un unico obiettivo: il miglioramento “qualitativo” dei servizi. L’enfasi sulla qualità, invece che sulla quantità dei servizi, rappresenta da solo un elemento innovativo da non sottovalutare. Infatti, l’esigenza più chiara che emerge dalle richieste dei cittadini/utenti dei servizi riguarda il grado di personalizzazione dei servizi stessi, la loro flessibilità, la semplicità d’accesso, il rapporto tra qualità di questi e loro tariffe, ecc. Allo stesso tempo, si è diffusa una maggiore attenzione della popolazione all’efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche per la fornitura dei servizi di welfare: l’intolleranza verso i cosiddetti “sprechi” è divenuta oramai una costante del dibattito pubblico, a prescindere da certe banalizzazioni giornalistiche.

 

Per il perseguimento dell’obiettivo, nel Discussion Paper inglese vengono individuate, in particolare, quattro aree di azione:

 

 - Il rafforzamento di un sistema di misurazione (e valutazione) delle prestazioni (performance management).

 

 - Politiche pro-concorrenziali (meccanismi di competizione tra fornitori dei servizi), nella logica della creazione di quasi-mercati dei servizi di welfare.

 

 - Coinvolgimento e valorizzazione degli utenti (libertà di scelta e azioni di voice/exit).

 

 - Miglioramento della professionalità e della formazione dei dipendenti pubblici impegnati nell’erogazione dei servizi.

 

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