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CACCIA/ Realacci: Per qualche voto in più, il Senato fa del cielo terreno di strage

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Molti parlamentari del centrodestra, oltre ad alcuni ministri come la Prestigiacomo o la Brambilla, si sono opposti alla legge emendata. Credo che un governo che lasci passare in questa maniera un testo simile, senza accorgersi delle contrapposizioni che si vengono a creare all'interno della sua stessa maggioranza, rifletta un atteggiamento, quantomeno, un po' sciatto.

 

Quale dovrebbe essere il senso del «blitz» in Senato? Perché si concede a Regioni e Province autonome il potere di modificare la stagione venatoria solo per quanto riguarda l'avifauna?

 

Per futili motivi elettorali. Il perché venga dato l'ok alla caccia sconsiderata nei confronti dei volatili e non dei mammiferi mi sfugge. Credo che alcuni abbiano pensato di ottenere qualche preferenza in più facendo leva sui cacciatori più "assatanati". Ma la manovra, complessivamente, toglierà voti alla coalizione. Ripeto: il sentimento comune è contro la caccia. Si è trattato di un'estrema mancanza di buon senso.


In cosa dovrebbe consistere, in questo caso, il buon senso?


La selvaggina è un patrimonio comune. E' necessario conciliare le passioni personali con gli interessi collettivi. Con l'approvazione del testo in Senato si va nella direzione contraria, si danneggia l'equilibrio generale. Siamo scaduti nel ridicolo. Immaginiamo di chiedere ad una famiglia a caso se la caccia vada regolata oppure no? La risposta mi sembra ovvia...
Si è dato spazio, inoltre, a un tipo di cacciatore che non ha alcun legame con il territorio in cui caccia. Anziché collocare una domanda dentro un quadro di interesse comune si sono inseguite piccole schegge di corporazionismo.


Quali conseguenze potrebbero verificarsi a livello ambientale?

 

Con quel meccanismo può accadere di tutto. I limiti di caccia non sono istituiti a caso. Si è sempre cercato, ad esempio, di fare in modo che il periodo venatorio non coincidesse con i periodi in cui gli animali si riproducono. Allargare le maglie a dismisura, può danneggiare la bio-diversità a livelli impensabili. Come diceva Paul Valéry, "date piena libertà ai lupi, e sarà decretata la strage degli agnelli".



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