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Politica

RIFORME/ La Costituente può insegnare ancora molto a Berlusconi, Bersani & C.

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Una distinzione questa che portò alla definizione di un assetto costituzionale come prodotto di un “patto di lunga durata”, costruito più per le generazioni future che per le presenti. Una costituzione, cioè, improntata ad una visione “alta” dei principi, dei valori e delle regole su cui la nuova democrazia repubblicana doveva essere fondata. Una lezione che ancor oggi dovrebbe farci riflettere e ispirarci.

Come sempre, però, le istituzioni e la politica possono fare molto ma non tutto perché i processi politici devono necessariamente partire dal basso. Non a caso, nel dopoguerra, fu decisivo il contributo offerto dai corpi sociali intermedi e dalla Chiesa a favore della ricostruzione.

Per questo, nel processo di revisione delle regole di funzionamento della nostra democrazia e di modifica dell’attuale quadro politico (stagnante e spesso privo di vere eccellenze) la società civile può svolgere un ruolo importante. È in questo senso che deve essere letto l’appello fatto più di un anno fa da Benedetto XVI a favore dell’emersione di «una nuova generazione di politici cattolici, che abbiano rigore morale e competenza».

Nel nuovo anno, di fronte alla necessità di ritrovare la coesione sociale e una visione “alta” delle questioni politiche, - raccogliendo l’invito contenuto nella Caritas in Veritate - occorrono uomini rinnovati nello Spirito, cittadini capaci di dar vita e animare istituzioni in grado di perseguire, secondo il metodo sussidiario e l’esercizio costante delle virtù, quel bene di tutti e di ciascuno che è il bene comune.

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