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REVIVAL/ 2. Se la querelle Berlusconi-Fini fa rimpiangere quei "mascalzoni" della Prima repubblica

Pubblicazione:venerdì 1 ottobre 2010

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Ma in fondo il discorso di Antonio Di Pietro sembra una sceneggiata napoletana. L'ex "pm" più popolare del mondo esaspera i toni, già in chiave elettorale, per dimostrarsi "campione di antiberlusconismo" e quindi difendersi dalla concorrenza all'interno del Parlamento dal Partito democratico e all'esterno dalla "furia grillina".

Pierluigi Bersani, certamente diverso nel suo intercalare da quello dipietresco, appare invece "timido" nel suo intervento, preoccupato soprattutto che le elezioni gli piombino addosso, mentre ha un partito che conta le macerie e deve affrontare, anche lui, le grandi dissidenze di chi gli ricorda sempre la necessità di un "papa straniero". Gli altri sono comparse che difendono orticelli, manciate di voti che servono poi a far gioco.

Così sembrano  Casini, Bocchino, Bindi, Adornato, alcuni descamisados dell'"Italia dei Valori". Persino Buttiglione, che non riesce a votare la sfiducia per un contrattempo, di cui poi si scusa in aula e fa mettere a verbale che avrebbe votato il no al Governo.

Quello che viene in mente, immediatamente al termine di questa "montagna mediatica che ha partorito un topolino", è se c'è nella testa dei protagonisti della cosiddetta "Seconda Repubblica" una visione d'insieme, un'idea di Paese, un'autentica volontà di migliorare  e di risolvere i problemi che si devono affrontare. E anche se c'è la capacità di farlo.

Qui si ritorna inevitabilmente ai paragoni con il passato, spazzato via sotto l'onda del connubio politica affari, ai protagonisti della cosiddetta "Prima Repubblica" inchiodati ai loro reati di corruzione e concussione.

Probabilmente quella cosiddetta "masnada di ladri" aveva molti difetti, ma sapeva fare scelte di politica nazionale e internazionale di grande livello.
Pensate solamente a quando si dovette decidere sulla risposta di impiantare missili sul territorio nazionale contro gli "SS20" sovietici puntati sulle città europee. Pensate a una "riedizione di Sigonella", agli scontri con la signora Thatcher in vista del trattato di Maastricht.

Pensate anche agli scontri ideologici che, pur guastando il Novecento, avevano prodotto una autentica classe dirigente e un'idea di Italia. Alzi la mano chi vede in questi attuali protagonisti, certamente moralissimi e pulitissimi, la stessa passione e la stessa capacità della cosiddetta "masnada di ladri".



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