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DIBATTITO/ 3. Folli: Berlusconi, bene i 5 punti, e la libertà?

STEFANO FOLLI offre il suo contributo al dibattito sui "cinque punti" rilanciati da Silvio Berlusconi, sviluppato su IlSussidiario.net a partire dall'editoriale di Giorgio Vittadini. Sono intervenuti: Angelo Panebianco, Giampaolo Pansa e Giulio Sapelli

BerlusconiCameraR400.jpg (Foto)

Gli interrogativi che si pone Giorgio Vittadini circa l’efficacia dell’azione di governo sono apprezzabili per molte ragioni, ma per una in particolare: sono riflessioni che si pongono al di fuori del logoro schematismo, talvolta davvero indisponente, che caratterizza il dibattito politico-mediatico nel nostro paese: con responsabilità condivise da maggioranza e opposizione.

Un dibattito che accompagna e asseconda il declino della politica nel momento in cui si dimostra astratto, spesso avulso dalle reali esigenze della società in cui viviamo. Berlusconi promette adesso che nel 2013 il suo governo avrà completato il tragitto “verso un’Italia più liberale”.

Ottimo proposito, se non fosse già stato annunciato nel 1994 e poi reiterato alla vigilia di ogni appuntamento elettorale. Purtroppo, sedici anni e oltre dopo quel primo impegno, siamo ancora qui, quasi alla fine del 2010, a domandarci se i cinque punti programmatici su cui l’esecutivo ha ottenuto la fiducia dal Parlamento resteranno lettera morta o saranno il primo indizio di un serio cambiamento in atto.

Vittadini coglie nel segno quando individua una serie di problemi lasciati irrisolti da anni. Fisco (quoziente familiare), scuola, infrastrutture, snellimento burocratico per le imprese, riforma di una macchina giudiziaria in cui l’inefficienza è pari alla vastità, più chiarezza sulle priorità…




Continua


COMMENTI
13/10/2010 - Reclamare con giudizio. (Carlo Martinelli)

E' vero che ci sono tanti motivi per non essere soddisfatti dell'attuale governo, però ha ragione il sig. Servi nel suo commento, ove dice che, purtroppo, non ci sono alternative. Berlusconi è stato sfortunato però. Ha dovuto affrontare una crisi mondiale col metodo Tremonti, senza poter ( o voler ? ) prendere in considerazione le "ricette" alternative (01/2010) del "desaparecido" Baldassarri, Non sono un economista, come già mi espressi, e non sono in grado di dire se quest'ultimo era più attendibile dell'antagonista. So che non c'è stato confronto e che il nuovo " divo Giulio " è un intoccabile. Vuoi per il suo valore, vuoi per l'insostituibile appoggio leghista. Poi c'è stato lo smarcamento esponenziale di Fini. Piove sempre sul bagnato. E la solita magistratura magistralmente incarognita. A questo punto diventa difficile governare bene da Roma. L'ha capito anche il "Celeste", stella polare dei ciellini. Il quale non chiede più e non fa più chiedere per sé alcuna promozione ministeriale, lustrando invece sempre più la Lombardia come regione modello nel nascente federalismo. Meglio 1° al proprio paesello ( si fa per dire ) che 2° a Roma. Anche perché c'è Lupi che sta venendo su bene. Certo che quando il piatto piange, le critiche tendono a dimenticare anche quel che di buono è stato compiuto. Morale della favola: con Silvio qualche speranziella c'è ancora per un cambiamento. Senza di lui, ora come ora, il diluvio.

 
12/10/2010 - DIBATTITO/ 3. Folli: Berlusconi, bene i 5 punti, e (alberto servi)

Folli ha ragione. Purtroppo non ci sono alternative. Troppi forchettoni, troppi personaggi che non hanno un credito pregresso e a cui è difficile dare fiducia, troppi che vedono nella carriera politica un mestiere da favola. Dove si può far finta di lavorare in un mare di soldi. Se SB va a casa si ri-aprono le porte per Giordano, PecorarioScanio e Diliberto. Poveri noi ! L'assenza d'investimenti in Italia è la dimostrazione che siamo un Paese da evitare. Ci vorrebbe la patente per aspirare a fare il politico. Una scuola seria così come si sta tentando di fare in Francia con l'Ecole, in UK e in Germania.