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Politica

DIBATTITO/ 3. Folli: Berlusconi, bene i 5 punti, e la libertà?

BerlusconiCameraR400.jpg(Foto)



L’elenco proposto contiene amare verità per chi governa. Soprattutto per chi governa in nome dei principi moderati e liberali in cui si riconosce da decenni la maggior parte degli italiani. Usufruendo, peraltro, di un “bonus” di non poco conto, visto che l’opposizione di centrosinistra risulta tuttora incapace, per sue responsabilità culturali e politiche, di trovare una sintonia con il paese reale.

La mancata realizzazione dei punti indicati da IlSussidiario.net non deriva da pigrizia o da scarsa risolutezza. È molto probabile che discenda dalla mancanza di un chiaro disegno strategico. Quale Italia vuole modellare il centrodestra al governo? Qual è la sua visione, la sua idea del futuro? Qui è il nodo di fondo. Ciò che spiega perché, nel corso degli anni, ai tanti annunci non hanno fatto seguito risultati convincenti.

Oggi Berlusconi ha l’ultima opportunità per realizzare non solo tre-quattro-cinque punti di programma che senza dubbio saranno corretti e limitati in Parlamento dalle resistenze politiche o corporative di questa o quella parte. No, Berlusconi ha l’opportunità di riannodare un dialogo con la realtà viva dell’Italia se saprà dimostrare che egli e i suoi collaboratori si muovono all’interno di un progetto coerente.

La miscela “libertà più sussidiarietà” che Vittadini suggerisce nel solco del modello lombardo, può essere vincente. E non solo al Nord. Anche nel Meridione potrebbe essere questo l’unico equilibrio in grado di dare un senso al federalismo, al di fuori degli slogan o delle bandiere ideologiche.

 




Continua


COMMENTI
13/10/2010 - Reclamare con giudizio. (Carlo Martinelli)

E' vero che ci sono tanti motivi per non essere soddisfatti dell'attuale governo, però ha ragione il sig. Servi nel suo commento, ove dice che, purtroppo, non ci sono alternative. Berlusconi è stato sfortunato però. Ha dovuto affrontare una crisi mondiale col metodo Tremonti, senza poter ( o voler ? ) prendere in considerazione le "ricette" alternative (01/2010) del "desaparecido" Baldassarri, Non sono un economista, come già mi espressi, e non sono in grado di dire se quest'ultimo era più attendibile dell'antagonista. So che non c'è stato confronto e che il nuovo " divo Giulio " è un intoccabile. Vuoi per il suo valore, vuoi per l'insostituibile appoggio leghista. Poi c'è stato lo smarcamento esponenziale di Fini. Piove sempre sul bagnato. E la solita magistratura magistralmente incarognita. A questo punto diventa difficile governare bene da Roma. L'ha capito anche il "Celeste", stella polare dei ciellini. Il quale non chiede più e non fa più chiedere per sé alcuna promozione ministeriale, lustrando invece sempre più la Lombardia come regione modello nel nascente federalismo. Meglio 1° al proprio paesello ( si fa per dire ) che 2° a Roma. Anche perché c'è Lupi che sta venendo su bene. Certo che quando il piatto piange, le critiche tendono a dimenticare anche quel che di buono è stato compiuto. Morale della favola: con Silvio qualche speranziella c'è ancora per un cambiamento. Senza di lui, ora come ora, il diluvio.

 
12/10/2010 - DIBATTITO/ 3. Folli: Berlusconi, bene i 5 punti, e (alberto servi)

Folli ha ragione. Purtroppo non ci sono alternative. Troppi forchettoni, troppi personaggi che non hanno un credito pregresso e a cui è difficile dare fiducia, troppi che vedono nella carriera politica un mestiere da favola. Dove si può far finta di lavorare in un mare di soldi. Se SB va a casa si ri-aprono le porte per Giordano, PecorarioScanio e Diliberto. Poveri noi ! L'assenza d'investimenti in Italia è la dimostrazione che siamo un Paese da evitare. Ci vorrebbe la patente per aspirare a fare il politico. Una scuola seria così come si sta tentando di fare in Francia con l'Ecole, in UK e in Germania.