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Politica

DIBATTITO/ 3. Folli: Berlusconi, bene i 5 punti, e la libertà?

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Purtroppo viviamo in un paese in cui c’è ben poca sussidiarietà, nonostante le promesse, e persiste invece un apparato statale o statalistico farraginoso ed estenuato. Ma purtroppo c’è anche poca libertà, a meno di non volersi accontentare della confusione disordinata e decadente con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Ma se per libertà s’intende la possibilità di sentirsi garantiti nei diritti e nei doveri, all’interno di una società ben organizzata e lieve, è chiaro che siamo lontani dall’obiettivo.

Forse è questo a cui allude il presidente del Consiglio quando parla di un’Italia finalmente liberale nel 2013. Se è così, senza dubbio egli è in ritardo sulla tabella di marcia, ma può ancora recuperare parte del terreno perduto. Purchè sappia partire dalle cose concrete e realistiche. Senza cedere alla tentazione di usare la promessa di buongoverno per preparare la campagna elettorale a breve.

Le elezioni possono anche imporsi prima del 2013, ma sarebbe molto grave se dipendessero da un fallimento del governo, dalla sua incapacità di rispondere all’esigenza di buona amministrazione di cui l’Italia ha un disperato bisogno.

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COMMENTI
13/10/2010 - Reclamare con giudizio. (Carlo Martinelli)

E' vero che ci sono tanti motivi per non essere soddisfatti dell'attuale governo, però ha ragione il sig. Servi nel suo commento, ove dice che, purtroppo, non ci sono alternative. Berlusconi è stato sfortunato però. Ha dovuto affrontare una crisi mondiale col metodo Tremonti, senza poter ( o voler ? ) prendere in considerazione le "ricette" alternative (01/2010) del "desaparecido" Baldassarri, Non sono un economista, come già mi espressi, e non sono in grado di dire se quest'ultimo era più attendibile dell'antagonista. So che non c'è stato confronto e che il nuovo " divo Giulio " è un intoccabile. Vuoi per il suo valore, vuoi per l'insostituibile appoggio leghista. Poi c'è stato lo smarcamento esponenziale di Fini. Piove sempre sul bagnato. E la solita magistratura magistralmente incarognita. A questo punto diventa difficile governare bene da Roma. L'ha capito anche il "Celeste", stella polare dei ciellini. Il quale non chiede più e non fa più chiedere per sé alcuna promozione ministeriale, lustrando invece sempre più la Lombardia come regione modello nel nascente federalismo. Meglio 1° al proprio paesello ( si fa per dire ) che 2° a Roma. Anche perché c'è Lupi che sta venendo su bene. Certo che quando il piatto piange, le critiche tendono a dimenticare anche quel che di buono è stato compiuto. Morale della favola: con Silvio qualche speranziella c'è ancora per un cambiamento. Senza di lui, ora come ora, il diluvio.

 
12/10/2010 - DIBATTITO/ 3. Folli: Berlusconi, bene i 5 punti, e (alberto servi)

Folli ha ragione. Purtroppo non ci sono alternative. Troppi forchettoni, troppi personaggi che non hanno un credito pregresso e a cui è difficile dare fiducia, troppi che vedono nella carriera politica un mestiere da favola. Dove si può far finta di lavorare in un mare di soldi. Se SB va a casa si ri-aprono le porte per Giordano, PecorarioScanio e Diliberto. Poveri noi ! L'assenza d'investimenti in Italia è la dimostrazione che siamo un Paese da evitare. Ci vorrebbe la patente per aspirare a fare il politico. Una scuola seria così come si sta tentando di fare in Francia con l'Ecole, in UK e in Germania.