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DIBATTITO/ 4. Sapelli: Berlusconi non è Napoleone III, imiti la Lombardia

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Questo spiega due cose: la prima perché ogni progetto di trasformazione liberale sussidiario viene bloccato sul piano nazionale, la seconda perché la sussidiarietà e un inzio di processo di liberalizzazione si sia effettuato solo nel Nord Italia, in primis, non a caso, in Lombardia.

E questo perchè Mediolanum e le altre terre di mezzo non sono Europa del Sud come apparirebbe chiaro se si dovesse mai realizzare il federalismo fiscale che beneficamente instaurerebbe tendenze centrifughe che avrebbero come raccordo istituzionale ormai solo  più l’Europa che l’italico stato.

Si tratta dunque di un fenomeno molto più generale di quanto non si creda, di cui tanto il passato governo Prodi quanto ora il governo Berlusconi sono una cangiante manifestazione, anche se fanno riferimento a magmatici poteri visibili e invisibili tanto contrapposti quanto opportunisticamente e trasformisticamente mescolantisi.

Sottolineo, per inciso, che entrambi i casi di questi due diversi poteri clientelari si sono rivelati deboli allorchè via via iniziavano a perdere la loro caratteristica costitutiva: aggregare personale politico e risorse economiche per convogliarle nella verticalizzazione populistica. Quando questa capacità aggregativa dimuinuisce, la crisi politica può farsi drammatica.

 

 

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