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DIBATTITO/ 5. Violante: è il "governo carismatico" il vero ostacolo alle riforme

Pubblicazione:giovedì 14 ottobre 2010

ViolanteLucianoPortaPortaR400.jpg (Foto)



Il governo carismatico, come il partito carismatico, non si regge sulla qualità delle sue decisioni, ma sul consenso. La passione per i sondaggi del presidente del Consiglio non è dovuta a una sorta di personale mania. In queste condizioni diventa una passione necessaria perchè  il sondaggio costituisce il termometro quotidiano dello stato del carisma. Diventa come lo specchio della favola di Biancaneve al quale la regina chiede continuamente chi è la più bella del reame.

Il governo carismatico, paradossalmente, è costretto a decidere poco e in materie non conflittuali  perché ogni scelta socialmente rilevante lascia vistose scie di malcontento. Forse anche le decisioni di politica economica del Ministro Tremonti, che peraltro ci hanno salvato dal crack, hanno risposto allo stesso criterio. I documenti economici hanno tagliato dappertutto allo stesso modo senza salvaguardare alcun settore; penso in particolare alla scuola e alla ricerca. Salvaguardarne qualcuno avrebbe significato scegliere in danno degli altri e quindi creare insoddisfazione non solo per i tagli ma anche per essere stati esclusi dalla salvaguardia . Tagliare in tutti i settori allo stesso modo avrebbe fatto prevalere, come in effetti è avvenuto, l’emergenza su ogni alternativa.
 
Il governo è privo di visione strategica, come ritiene Folli? Credo che nell’Esecutivo, a partire dal presidente del Consiglio e dal ministro dell’Economia, non manchino personalità con una forte visione del futuro. Il problema sta forse nei limiti propri dei sistemi carismatici. Il carisma può lumeggiare il futuro, ma non può strategicamente costruirlo. Prefigurare il futuro, con inevitabili sacrifici per il presente,  comporta infatti un dilazionamento delle aspettative dei cittadini che potrebbero a quel punto revocare il consenso al titolare del carisma.

La debolezza di questa visione della politica è dimostrata anche dalla difficoltà di tenere unita la coalizione. Nel 2006 andò via Pier Ferdinando Casini con l’Udc. Nel 2010 si è allontanato (o è stato allontanato) Gianfranco Fini. La maggioranza parlamentare più ampia dell’età repubblicana rischia di restare in bilico per uno o due voti.


 


Continua


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COMMENTI
14/10/2010 - capo carismatico (luisella martin)

Molto intelligenti e chiare le argomentazioni del dottor Violante...Ma forse é il "capo carismatico" di turno l'ostacolo alle riforme, più che il governo carismatico! Anche la coalizione di sinistra cerca da tempo un capo carismatico che possa battere Berlusconi (Prodi ci riuscì);non pensa l'onorevole Violante che di questo passo in Italia non si faranno mai le riforme indispensabili?...non pensa che il vero ostacolo all'ammodernamento dello stato é la mediocrità della classe politica?...non pensa che si debbano elaborare idee costruttive e vincenti per il bene del popolo, piuttosto che combattere comunque le idee dell'avversario politico?