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DIBATTITO/ 6. Del Debbio: la svolta liberale è fallita, ma il '94 rimane...

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Tutto questo ragionamento non assolve il governo per ciò che non ha fatto nel senso di marcia della rivoluzione liberale e qui ha ragione da vendere Vittadini poco si è approfondita la teoria pensando di avere già tutto chiaro. Troppo ci si è affidati all’intuizione di singole soggettività, anche geniali come nel caso del Professor Giulio Tremonti, che non danno vita ad una scuola, ad un filone di pensiero, ad una cultura politica che non si aggiorna come invece stanno facendo i conservatori inglesi guidati da David Cameron.

Le fondazioni del centrodestra sono diventate l’equivalente delle correnti democristiane: poca elaborazione, tanta chiacchiera, tanta spartizione.

C’è ancora tempo? Poco, ma ci sarebbe. Usiamo il condizionale perché non sappiamo cosa il Premier in primis e tutti gli altri in secundis vogliano fare. Certo non lasciano ben sperare alcune delle figure di riferimento del Pdl. Sembra che siano interessate all’elaborazione politica e culturale quanto un anoressico è interessato al cibo.

Quello che c’è di buono è che il Cavaliere dicono non ne possa più di molti di coloro che lo circondano e che sono i suoi “consiglieri”. Speriamo sia vero altrimenti per la rivoluzione liberale il buon Vittadini, nella sua attesa, si farà canuto.



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