BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ L'equilibrismo di Bersani alla prova dei "due cerchi"

PEPPINO CALDAROLA analizza le manovre del Partito Democratico e del suo segretario, Pier Luigi Bersani, a pochi giorni dall'Assemblea Nazionale e del "patto" con il leader di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola

BersaniVendolaAnsaR400.jpg (Foto)

Bersani sta tentando di mettere in piedi l’alternativa a Berlusconi. Il Pd considera le elezioni anticipate molto probabili e a differenza del passato sembra persino auspicarle. Sono queste le due novità dell’ultima fase della storia recente del maggior partito di opposizione.

La segreteria Bersani si trova a fare i conti con diversi problemi ereditati dalle gestioni precedenti. In primo luogo quello del carattere del partito e della sua unità interna. Bersani ha messo in soffitta la vocazione maggioritaria e il partito liquido, cardine dell’impostazione veltroniana, e ha cancellato il radicalismo di Dario Francheschini che aveva portato il Pd  a farsi portavoce del gruppo “Repubblica”.

Il partito di Bersani svela un più netto ancoraggio a sinistra con la centralità del tema-lavoro e lo sforzo di dare alla propria organizzazione un radicamento e una solidità mai avute.

Questa scelta provoca non pochi contrasti. Nella minoranza sono quindi confluiti sia il filone “americano” di Veltroni sia una cospicua pattuglia di esponenti provenienti dal partito popolare. E torna a farsi sentire, anche se regolarmente smentita, la voce sul rischio scissione che aleggia sul partito.

Un nuovo fronte l’ha aperto anche Marco Follini che torna a mettere in guardia da quello che lui definisce il rischio frontista del Pd, cioè il privilegiare le alleanze a sinistra. Questo è l’altro dossier aperto da Bersani. Veltroni l’aveva risolto chiudendo alla sinistra radicale e aprendo a Di Pietro, Franceschini mettendosi in concorrenza con l’Italia dei Valori. 


 

Continua