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Politica

SCENARIO/ 2. Pecorella (Pdl): altro che giustizia, il problema è lo "schema" Bongiorno-Ghedini

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È un’ipotesi che però è stata accantonata. Ci sono troppe difficoltà per poter mettere in campo una riforma che sconvolge l’idea stessa di giurisdizione. La giurisdizione, infatti, consiste nel rivolgersi al giudice e dal giudice avere una risposta in ordine alla domanda che gli è stata rivolta, civile o penale che sia. Il processo breve prevede che trascorso un certo tempo il giudice non debba rispondere nel merito. È un istituto estremamente criticabile, che si potrebbe introdurre solo in un sistema in cui la giustizia funziona.


Difficile in ogni caso quindi un accordo con i finiani?


Non solo, penso che sia difficilmente condivisibile dalla stessa Lega una norma che azzera tutti i processi sino a una certa data. È un partito che si è sempre opposto all’amnistia.


Si attende poi per dicembre la sentenza della Corte costituzionale sul legittimo impedimento…

La mia proposta è quella di modificare in parte il contenuto del legittimo impedimento, anticipando la Corte con una normativa più razionale di quella a sua tempo approvata. In questo modo la Corte Costituzionale non entrerebbe nel merito e si limiterebbe a rimettere gli atti al giudice. L’altra strada è quella di portare avanti il più rapidamente possibile il Lodo Costituzionale, dando consistenza alla natura transitoria della norma sul legittimo impedimento.


Il Lodo Costituzionale non comporta però tempi troppo lunghi?


È vero, ma proprio per questo è stata approvata la norma sul legittimo impedimento, di cui la Corte, dovrebbe riconoscere la provvisorietà. Dopodiché, come in ogni riforma costituzionale, i tempi previsti non sono certo brevi e sarà anche difficile evitare un referendum popolare. In ogni caso i processi in questo modo rimarrebbero sospesi e si potrà così lavorare senza la mannaia quotidiana delle udienze a carico di Berlusconi.


Se invece la Corte dovesse ritenere incostituzionale il legittimo impedimento?


Non lo darei per scontato, perché è una norma che può piacere o non piacere, ma che non ha evidenti profili di incostituzionalità. In quel caso comunque bisognerebbe riscrivere una norma sul legittimo impedimento che tenga conto delle osservazioni della Corte.


L’accordo nella maggioranza sembra difficile da trovare, nonostante si continui a parlare di una positiva collaborazione tra Ghedini e la Bongiorno. Come andrà portata avanti la trattativa secondo lei?

 

Continua


COMMENTI
24/10/2010 - Meglio tardi che mai (Franco Labella)

Bisogna dare atto all'avvocato Pecorella di aver fatto due affermazioni non esattamente diffuse all'interno del suo partito: che la politica basate sulle persone anzichè sulle idee non porta lontano soprattutto su questioni controverse come la riforma della giustizia e l'altra, ancor più importante, che la attuale legge elettorale espropria (con buona pace delle convinzioni in senso contrario espresse dal collega Sangiani) i cittadini dell'essenziale diritto di scelta dei propri rappresentanti. Siccome le valutazioni di Pecorella, a mio parere, vengono da lontano, magari anche dalle sue posizioni politiche di origine, non esattamente congruenti con quelle attuali, ci si chiede e si chiede all'onorevole del Pdl se non si trova un po' a disagio nel suo attuale partito. O per lo meno se non trova che sarebbe necessario modificare profondamente teoria e prassi del suo partito. Finisce,insomma, che il "traditore" Fini qualche ragione ce l'ha avuta nel compiere le scelte che ha compiuto. O no, onorevole Pecorella?

 
20/10/2010 - voto unico di preferenza (attilio sangiani)

il referndum proposto da Mario Segni approvò la "prefernza unica" per combattere la strapotenza delle segreterie dei partiti,che sostenendo un gruppo di prerenze vanificavano le scelte più libere degli elettori. Con la preferenza unica,però,soprattutto nelle regioni dominate dalla criminalità organizzata,si corre il rischio di mandare in Parlamento elementi contigui alla criminalità stessa. Forse è meglio lasciare alle segreterie,(sulle quali i cittadini che desiderano "contare" anche nella scelta delle persone da mandare in Parlamento, e non solo del candidato Premier, possono influire militando nei partiti ) la responsabilità della selezione. Agli elettori rimane,comunque,la valutazione finale e globale sulla linea e sulle scelte dei partiti in lizza. Ovviamente non esiste un sistema elettorale "perfetto".