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Politica

REPORT/ Polito: Feltri e Gabanelli uguali, i dossier "politici" contro la democrazia

gabanelli_milena_r400.jpg(Foto)

Sì, perché questo è pericoloso. Sia che lo faccia la magistratura, sia che lo faccia la politica nei confronti di un programma di un’azienda radiotelevisiva come la Rai, che comunque dipende dalla politica. E quindi anche nel caso della Rai è la politica che conta.
 

C’è stato qualche caso che ha ritenuto peggiore di altri?

 

Sono sempre stato contrario al modo con cui è stato condotto l’attacco contro l’ex direttore di Avvenire, Dino Boffo. Che tra l’altro è stato viziato da una serie di notizie non vere, come riconosciuto anche dal direttore de Il Giornale. Ma il fatto più grave è un altro. E’ stato Feltri stesso, nel presentare l’inchiesta contro Boffo, a dire più o meno: «Siccome Boffo si è permesso di sindacare sulla moralità della vita privata di Berlusconi, adesso andiamo a guardare nella sua vita privata». L’intento di Feltri era cioè chiaramente una rappresaglia. Perdipiù non contro un uomo politico, che cercava il voto degli elettori, bensì contro un professionista che rispondeva solo al suo editore.
 

Intanto però negli Usa chi fa le inchieste giornalistiche vince il premio Pulitzer…

 

Sì, ma il loro scopo è completamente diverso. Per capire quello che succede negli Usa, come in tutti i Paesi liberi, dobbiamo immaginarci che cosa accadrebbe da noi se Panorama pubblicasse un’inchiesta sugli affari segreti del Cavaliere, o se Repubblica facesse lo stesso nei confronti del capo del Partito democratico. Un’operazione di questo tipo avrebbe un significato del tutto diverso dai dossieraggi orchestrati per colpire i nemici politici.
 

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COMMENTI
19/10/2010 - agente speciale oso (giorgio cordiero)

Un personaggio dei cartoni animati. Avendo avuto conoscenza diretta della materia, mi sento di poter smentire con tutta tranquillità che ci siano frange, più o meno deviate dei servizi, che abbiano tempo , voglia e danaro (anche se eventualmente frutto di corruzione) per seguire , o alimentare questo tipo di querelle, al massimo gossipare, ma prive di potenziale ed effettiva efficacia. siamo seri. Si è fatto un gran parlare sull'attività di dossieraggio di Santa Lucia, ma sono certo chenon vi sia nulla di concreto, al di la della solita retorica dietrologica, adoperata in egual misura dai fautori di "mission impossible" che molti, troppi film hanno visto e da chi teme tout cour di essere intercettato o spiato (lettori affezionati di 1984). A me poco importa se mi intercettano , o mi spiano, al massimo saluto il Maresciallo, invalidando di fatto l'eventuale intercettazione. Detto questo mi vedo in accordo con la Sig. ra Vaglio sulla differenza sostanziale tra il dossieraggio e il reportage. Ricordo che l'art 612 del codice penale (e successive integrazioni) regola il reato di minaccia. Se esistono gli estremi allora si dia adito alle vie legali, altrimenti parliamo di fuffa.

 
19/10/2010 - Gabanelli e Feltri sullo stesso piano? (Giuseppe Crippa)

A mio avviso il principale messaggio contenuto nell’intervista di Polito è la preoccupazione, che condivido, che organi dello Stato (magistratura, servizi segreti…) forniscano materiale ai giornalisti. Non mi sembra però il caso della Gabanelli, cui va il mio apprezzamento, mentre non mi sento di dire lo stesso per Feltri (vedi il documento esibito nel caso Boffo e quelli arrivati da Santa Lucia, sulla cui provenienza non c’è a mio avviso una chiarezza estrema…)

 
19/10/2010 - Piccola dimenticanza... (Maurizia Vaglio)

Polito non è proprio in buona fede, a mio avviso. La stampa di parte esiste dappertutto, qui come all'estero. E per dire, negli USA i giornali repubblicani fanno festa quando possono "pestare" i democratici. Tuttavia l'elemento discriminante, che rende totalmente diversa l'attività di "inchiesta", anche cattiva, anche di parte, da quella di "dossieraggio" (cioè il comportamento della Gabanelli da quello de Il Giornale), è la valenza ricattatoria, ovvero l'avviso preventivo di chi detiene dei documenti, e minaccia l'oggetto di tale documentazione di renderla pubblica se costui non si allinea ad un determinato comportamento. E di questo Polito evita accuratamente di parlare... vero?

 
19/10/2010 - contrapposizioni/4 (giorgio cordiero)

In buona sostanza, caro Polito, mi sta anche bene che lei onestamente difenda la sua categoria, ma se solo riflette un attimo si renderà conto che il giornalismo , anche quello non servile e' a sua volta uno dei POTERI FORTI, non fosse altro perchè i giornalisti divengono sempre più opinion makers: Rimane da chiarire se il soldo della politica, o dell'editore ,o di chichessia non renda poi lo stasso giornale/giornalista SCHIAVO, o comunque meno libero, ancorchè egli non sia un adulatore nato. Lo dico a Lei perchè so che è una persona onesta, quindi mi capirà.

 
19/10/2010 - Contrapposizioni/3 (giorgio cordiero)

Il lettore che voglia seguire il filo logico del discorso perpetrato dall'opinionista, finirà per essere , più o meno consciamente, influenzato dal parere ivi espresso e questa, a mio giudizio, NON E' PIU' INFORMAZIONE, ma diviene di fatto POLITICA. E' chiaro che un giornalista VOGLIA dire la sua, ma il problema è che , così facendo, diviene poco obiettivo, sconfinando in una naturale oggetività. Il giornalista non esiste più, siamo tutti opinionisti, ma allora abbiamo il coraggio di dirlo e non trinceriamoci, a seconda del comodo e dell'occasione dietro l'egida dell'informazione, quando questa viene perennemente condita dalle nostre sacrosante , ma influenzanti opinioni. Garimberti afferma che la Gabanelli è stata "giornalisticamente ineccepibile" ...Io aggiungo che ha fatto un buon servizio, ma che ha aggiunto un opinione che ha fatto scadere, ai miei occhi il resto del servizio. Alla fine del reportage (non direi DOssier)ha infatti detto (più o meno così) "Visto che si è fatto un gran parlare dell'appartamento di Montecarlo, allora Berluscono dovrebbe spiegare anche questa vicenda". Li la Gabanelli ha cessato di essere quell'ottima giornalista che è ed è divenuta politica, opinionista. Anche Travaglio fa degli ottimi servizi e, badate bene che non sono a senso unico: infatti in un suo recente "passaparola" si è occupato della vicenda della scalata alla BNL e non è certo stato tenero con D'Alema & C. Anche lui, ogni tanto però, esprime opinioni.

 
19/10/2010 - contrapposizioni/2 (giorgio cordiero)

Nel sistema politico anglosassone, ma anche in quello teutonico, la contrapposizione è meno accesa ed è confinata al periodo di campagna elettorale, poi chi ha vinto le elezioni governa, ma l'opposizione AIUTA a governare, criticando, cercando di correggere e migliorare e viene presa in considerazione e rispettata dalla maggioranza, In Italia (ma non solo) questo modo costruttivo ed efficace di governare è lontano anni luce. Mi perplime poi l'atteggiamento autoreferenziale della maggioranza (non solo di questa ,ma anche dell'altra quando governava), un atteggiamento eticamente sfrontato, prepotente e sfacciatamente noncurante dell'opinione pubblica che viene vista come massa da convincere a votare...punto.Ricordate Berlusconi che dette dei "coglioni" a chi avesse votato a sinistra? Beh io ho piu volte votato per LUI, ma per questo non mi sento meno C.... di chi non lo ha fatto, visto che l'amaro in bocca mi rimane comunque. In una recente intervista resa da Feltri alla Sig.ra Bignardi, questi afferma che in politica si vota per il meno peggio e non per il meglio e ciò riflette esattamente il mio modo di votare e di impegnarmi in politica DA SEMPRE. Altrettanto deleterio è il modo di agire di Bersani quando afferma "Noi siamo un partito di governo, momentaneamente all'opposizione, quindi non interferiamo in questioni sindacali", mi sembra allibente!!! Alto problema è quello del giornalismo che, da informazione, diviene sempre di più opinione, parere.

 
19/10/2010 - giornalismo, opinione, politica e contrapposizione (giorgio cordiero)

Mi rivolgo direttamente all'intervistato che ho avuto più volte modo di apprezzare per il suo equilibrio e la sua onestà intellatuale. Intendo sotoporre alla sua attenzione alcuni punti che,a mio modesto parere, condizionano ed inficiano di fatto l'andamento della politica italiana, rendendola poco serena , quindi del tutto priva di pratica efficacia. Lei , Sig. Polito, afferma che la politica dovrebe finirla con l'influenzare il giornalismo, ma siamo sicuri che sia sempre così? Secondo me è palese che la stretta connessione tra politica e giornalismo sia meno semplice di quello che lei afferma e sono convinto che, molte volte, sia il giornalismo a creare opinione e che finisca con l'influenzare, a sua volta,la politica. Lo stesso Berlusconi ha avuto modo di dire più volte che i "giornalisti amici" gli causano spesso più male che bene. Faceva riferimento alle pantomime di Emilio Fede, ma anche agli articoli di Feltri e di Belpietro. Il metodo della politica per sconfiggere l'avversario è sempre il medesimo: a) provo a convincerti a venire dalla mia parte, magari allettandoti con promesse prestigiose , o economicamente interessanti. B)Se non ci riesco provo a scavare nel tuo passato per trovare qualche scheletro nell'armadio, mirando a distruggere la tua credibilità. All'origine di questo sciagurato metodo vi è una mentalità politica tipica degli stati latini, dove la contrapposizioni tra le parti sconfina molto spesso nell'odio reciproco.