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YOUTUBE/ Berlusconi bestemmia - Famiglia Cristiana: offesa a tutti i cattolici, Mons. Fisichella: occorre contestualizzare

Pubblicazione:sabato 2 ottobre 2010

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BESTEMMIA BERLUSCONI - VIDEO L'ESPRESSO - LE REAZIONI: La bestemmia di Silvio Berlusconi, filmata in Abruzzo, quando ai tempi del G8 il premier si era fermato a raccontare una barzelletta con i militari, ha suscitato un vespaio di polemiche. A pubblicarla in rete il sito dell'Espresso, che ieri ha registrato un altissimo numero di visite. 

Oggi è il giorno delle reazioni nel mondo cattolico, ma non solo. «Il premier Berlusconi dovrebbe chiedere scusa a tutti gli italiani e in primo luogo ai credenti nel nostro Signore», ha dichiarato l'arcivescovo Velasio De Paolis, ministro delle finanze vaticane, in un'intervista a La Repubblica.

«A nessuno è lecito bestemmiare - ha aggiunto - nemmeno per scherzo e i primi a saperlo dovrebbero essere proprio i rappresentanti delle istituzioni. Il capo del governo non è una persona qualsiasi e tutti i suoi gesti ed espressioni, manifestate sia in pubblico che in privato, non possono mai passare inosservate. E i danni possono essere irreparabili».

«Ci mancava solo la bestemmia dentro la barzelletta del presidente», scrive il direttore  di Avvenire Marco Tarquinio, nell'editoriale di oggi. «C'è una cultura della battuta a ogni costo che ha preso piede e fa brutta la nostra politica. E su questo tanti dovrebbero tornare a riflettere. Ma su ogni uomo delle istituzioni - continua l'articolo - su ogni ministro e a maggior ragione sul capo del governo grava, inseorabile, un più alto dovere di sobrietà e di rispetto. Per ciò che si rappresenta, per i sentimenti dei cittadini e per Colui che non va nominato invano».

Mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, invita tutti a contestualizzare: «Bisogna sempre in questi momenti saper contestualizzare le cose e, certamente, non bisogna da un lato diminuire la nostra attenzione, quando siamo persone pubbliche, a non venir meno a quello che è il nostro linguaggio e la nostra condizione; dall'altra credo che in Italia dobbiamo essere capaci di non creare delle burrasche ogni giorno per strumentalizzare situazioni politiche che hanno già un loro valore piuttosto delicato».

 


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