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SCENARIO/ 2. Se Fini punta sul "berluschino" Albertini per prendersi Milano...

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Al presidente della Camera l’onere della prova, la sfida è aperta: spazi e occasioni per giocare di rimessa non mancano, tra un berlusconismo usurato e incoerente con le promesse liberalizzatrici delle origini, un Carroccio egemone ma in chiusura localista e un Pd in cerca d’autore. A patto di saper parlare ai mondi del capitalismo diffuso, al voto di opinione mobile, ai professionisti urbani, ai ceti popolari spaventati dalla faccia brutta della globalizzazione e ad un pezzo di galassia universitaria schifata da questa politica ma recuperabile su binari legalisti e identitari.

 

La svolta, il vero colpaccio, potrebbe arrivare piuttosto da Gabrie le Albertini, (ex) professione imprenditore, pescato dal nulla dal Cavaliere nei mitici anni Novanta. L’ex sindaco di Milano gode ancora di molto credito in città, la popolarità non gli manca. Dovesse davvero accasarsi sotto le insegne finiane, la partita si farebbe interessante.

 

Il banco di prova saranno le primarie del centrosinistra del 14 novembre, in vista delle Comunali 2011. Se vincesse il gauchiste Giuliano Pisapia, al centro si aprirebbe uno spazio per far convergere su una lista civica a sostegno di Albertini pezzi di Pd insofferenti a mettere la crocetta su un candidato di sinistra sinistra, Udc e scampoli di berlusconiani delusi.

 

Sarebbe una corsa a tre (Pisapia, Moratti, Albertini) molto incerta e interessante, destinata a scomporre il quadro e a rilanciare il ruolo ambrosiano di palestra della politica italiana. Un’ipotesi su cui, va da sé, Gianfranco Fini e i suoi futuristi potrebbero scommettere…

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COMMENTI
22/10/2010 - il titolo dell'articolo è errato (Marco Campione)

ottima analisi. però un titolo più coerente sarebbe stato "se fini punta sul "vendolino" Pisapia per prendersi Milano :-)