BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

WHY NOT/ Nessuna prova,150 indagati,9 milioni buttati: non era la "madre di tutte le inchieste"?

DeMagistrisR400.jpg(Foto)


Tra gli indagati, il pm iscrisse con solerzia e puntualità i vertici delle massime istituzioni del Paese: nientemeno che l’allora presidente del consiglio Romano Prodi e il Guardasigilli dell’epoca Clemente Mastella, e poi parlamentari di ogni specie, presidenti di regione, assessori, presidenti, consiglieri, avvocati, magistrati, poliziotti, preti, uomini e donne d’Italia.

Ho vissuto da neo-eletto deputato il drammatico momento dell’esplosione di "Why not", la "madre di tutte le inchieste". E ho toccato con mano quanto quegli avvisi di garanzia, immediatamente ripresi come primo titolo da tutti i Tg del regno, diedero una fortissima spallata al Governo e alla stessa Legislatura, che infatti dopo pochi mesi finirono per crollare.

De Magistris cercava, non so a questo punto quanto giustamente, coloro che avevano utilizzato risorse comunitarie e fondi nazionali per scopi privati, per corrompere e per fare affari, per mettere in piedi una gigantesca operazione clientelare.
In realtà, il Gup Mellace oggi ci dice: «l’ipotesi investigativa non ha trovato alcun conforto probatorio essendo stata sconfessata già nella fase delle indagini preliminari». Come dire, tutto fumo e niente arrosto.

Ma quelle indagini sono costate nove milioni di euro e una serie di farneticanti supposizioni che portarono a credere alla fantomatica loggia massonica di "San Marino", risultata poi pura invenzione.

Venuta meno l’associazione per delinquere, di quell’inchiesta che ha fatto tremare il Paese non è rimasto praticamente nulla. A dire il vero qualcosa è rimasto: le ceneri di attività imprenditoriali distrutte, di persone diffamate, di famiglie distrutte psicologicamente ed economicamente.


COMMENTI
23/10/2010 - trasferimento (Alberto Pennati)

Più che una commissione d'inchiesta, che temo lascerebbe il tempo che trova (ci sarebbe sempre chi lo difende A PRESCINDERE), basterebbe fare come succede NORMALMENTE nel mondo del lavoro (ovviamente per i poveri mortali). Vista l'incapacità del soggetto, lo si trasferisce o si assegnano mansioni di livello più basso. E credo sia anche un atto di "clemenza" nei confronti dei professionalmente scarsi (ci sono anche tra i magistrati, vero?). A proposito: ma i magistrati che lavorano "a vuoto", non pagano mai, economicamente, di tasca propria?

 
22/10/2010 - commissione d'inchiesta (Stefano Gianni)

Se riesce a fare una commissione d'inchiesta sarebbe veramente un bel successo, salvo poi che non pagherebbe nessuno. E che dire dell'inchiesta che ha coinvolto il discendente del nostro ex-re, anche lui assolto perchè il fatto non sussiste, dopo avere passano qualche mese in galera? anche qui chi paga?