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DIBATTITO/ 7. Buttiglione: Berlusconi e quella rivoluzione mancata

ROCCO BUTTIGLIONE partecipa al dibattito de IlSussidiario.net a partire dall'editoriale di Giorgio Vittadini sui "cinque punti" del governo Berlusconi e la difficoltà di riformare il paese

Rocco Buttiglione (Imagoeconomica) Rocco Buttiglione (Imagoeconomica)

Vittadini pone la domanda giusta: se i famosi cinque punti di Berlusconi hanno illustrato le cose ancora da fare, perché Berlusconi queste cose ancora non le ha fatte? Ha avuto più di due anni dall’inizio della legislatura. Anzi, più esattamente, ha avuto quindici anni per realizzarle da quando è in politica e per gran parte di questo tempo è stato capo del governo.

I cinque punti ripetono infatti in gran parte quelle promesse di modernizzazione che ritroviamo nel programma iniziale di Berlusconi, quello del 1994. Nel migliore dei casi abbiamo perso quindici anni. L’effetto di vede: sono quindici anni che cresciamo (quando cresciamo) meno degli altri paesi europei.

Perché Berlusconi non ha mantenuto le promesse?  Ci sono molti motivi.
Il primo è che è stato coinvolto (e si è coinvolto) in uno scontro senza esclusione di colpi contro la magistratura. Nei fatti la prima priorità non è stata risolvere i problemi del paese ma regolare i conti con la magistratura. In questa guerra è stato speso un enorme capitale politico, senza peraltro condurla a conclusione. In questo modo non si è fatta neppure la riforma della magistratura, che non si può fare a partire dai processi di Berlusconi.

È stato sempre più evidente nel tempo che i berlusconiani perdevano interesse e passione per qualunque cosa non fosse i processi di Berlusconi (e la televisione). Con queste priorità non si governa un grande paese.