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LODO ALFANO/ Qual è il vero senso del "mordi e fuggi" di Napolitano?

STEFANO SPINELLI commenta l’intervento di Giorgio Napolitano sul Lodo Alfano, evidenziandone le contraddizioni

giustizia-martellettoR400.jpg (Foto)

Con un intervento quanto meno inatteso il Presidente della Repubblica ha scritto al sen. Vizzini, Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, manifestando “profonde perplessità” sulla decisione della Commissione di prevedere la sospensione dei processi penali anche per il Presidente della Repubblica.

Vita dura e terribile ha il cosiddetto lodo Alfano, che dovrebbe portare a disporre un filtro tra il potere politico e quello giudiziario, attraverso la “sospensione” dei processi riguardanti le più alte cariche dello Stato durante il mandato di svolgimento delle loro funzioni costituzionali, al fine di assicurare il “sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche” (così si è espressa la Corte Costituzionale n. 24 del 2004).

La sospensione è stata originariamente prevista dalla legge 140 del 2003 dichiarata incostituzionale dalla sentenza della Corte Costituzionale 24 del 2004; riproposta (con le modifiche indicate nella precedente sentenza di incostituzionalità) nella legge 124 del 2008, a sua volta dichiarata incostituzionale dalla sentenza 262 del 2009, in quanto – trattandosi di “prerogative costituzionali o immunità in senso lato” – sarebbe inidonea la legge ordinaria a disciplinare la materia. La sospensione del processo penale nei confronti del Presidente della Repubblica e del Consiglio dei Ministri, oltre che dei Ministri è quindi confluita in un apposito disegno di legge costituzionale, in discussione alla Commissione Affari Costituzionale del Senato (A.S. n. 2180).

Nella seduta del 13 ottobre scorso è stato approvato l’emendamento che definisce l’art. 1, comma 1, della legge costituzionale, in tali termini: “al di fuori dei casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi nei confronti del Presidente della Repubblica o del Presidente del Consiglio dei Ministri, anche relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare secondo le disposizioni della presente legge costituzionale”.

All’indomani dell’approvazione dell’emendamento in Commissione, il Presidente Napolitano – come detto – rende pubblica la propria perplessità per la sospensione dei processi così come prevista anche per il Presidente della Repubblica.